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La 'Leonessa' torna a ruggire grazie alla Feralpisalò? Pasini apre all'ipotesi Brescia

La 'Leonessa' torna a ruggire grazie alla Feralpisalò? Pasini apre all'ipotesi Brescia TUTTOmercatoWEB
Tommaso Maschio
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Tommaso Maschio
martedì 10 giugno 2025, 08:34Serie C

“Dal presidente Pasini ho ricevuto serietà e disponibilità a valutare. È l’inizio di un percorso con tante tappe, a noi interessa dare un futuro al calcio nella nostra città”. Così la sindaca di Brescia Laura Castelletti nella giornata di ieri ha fatto il punto sulla situazione legata al salvataggio del calcio nella città lombarda dopo il fallimento del club presieduto da Massimo Cellino - che ha anche deciso di rinunciare all’appello contro i punti di penalizzazione inflitti dal Tribunale Federale Nazionale – che ha messo fine (per ora) a una storia lunga 114 anni.

La Feralpisalò, che ai tempi della promozione in Serie B aveva provato a trasferirsi al Rigamonti e anche avanzato una proposta per acquistarlo e successivamente ammodernarlo, potrebbe dunque trasferirsi nel capoluogo per far ripartire il calcio cittadino dopo un’annata chiusa come peggio non si poteva dopo la salvezza ottenuta sul campo. In attesa di capire se è possibile ripartire subito dal vecchio marchio Brescia Calcio 1911 - che finì nel contenzioso tra la vecchia proprietà di Gino Corioni e quella di Massimo Cellino e da allora giace inutilizzato – il club potrebbe cambiare nome (una delle ipotesi lanciate da Bresciaingol.it è quello di Leonessa) e utilizzare i colori biancoblù anziché l’attuale verde-azzurro.

Con il Lumezzane che si è tirato fuori con un comunicato ufficiale firmato dal presidente, ed ex capitano bresciano, Andrea Caracciolo e l’Ospitaletto appena promosso fra i professionisti che avrebbe dato il suo benestare all’operazione, adesso si aspetta una mossa decisa, e decisiva, di Giuseppe Pasini, patron della Feralpi, per completare l’operazione salvataggio e permettere a Brescia di ripartire dalla Serie C e dal professionismo senza dover rinascere da zero dall’Eccellenza.

La piazza attende con ansia di capire cosa avverrà, ma intanto una delle frange del tifo – gli ultras del Brescia 1911 – hanno già espresso nella serata di ieri la propria contrarietà a ogni ipotesi di fusione con altre realtà del territori. “Nessuna fusione” e “La categoria non si compra” erano infatti le scritte sui due striscioni esposti sotto il palazzo comunale durante la l’incontro fra Castelletti e i vertici delle società lombarde.

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