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Lerda: "Vicenza, promozione costruita su società, gruppo e continuità. In B serviranno innesti"

Lerda: "Vicenza, promozione costruita su società, gruppo e continuità. In B serviranno innesti"TUTTO mercato WEB
Luca Bargellini
Oggi alle 18:19Serie C
Luca Bargellini
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TMW Radio / A Tutta C
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Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, l’allenatore Franco Lerda ha commentato la promozione in Serie B del Vicenza, analizzando i fattori decisivi della stagione dei biancorossi e soffermandosi anche sulle prospettive future e sul quadro generale della Serie C.

Mister, che lettura dà della promozione del Vicenza? Qual è stato il fattore determinante?
"Come avete detto, tutte le componenti hanno inciso. La società è molto forte, di livello superiore anche alla Serie B: ci sono pochi imprenditori in Italia con le capacità di Renzo Rosso. La piazza, poi, permette di lavorare con serenità. A questo si aggiunge il lavoro dello staff di Gallo e del gruppo squadra, che è stato fondamentale".

Quanto ha inciso anche il contesto del girone?
"È un aspetto da considerare. Squadre come Cittadella e Brescia non sono mai riuscite a mettere pressione al Vicenza, e questo ha inciso. È stato un girone meno competitivo rispetto ad altri, come il B o il C, e questo ha aiutato. Ma non basta solo quello: ci vuole un insieme di fattori per vincere".

Quindi è stata una cavalcata completa sotto tutti i punti di vista?
"Assolutamente sì. La proprietà è di altissimo livello nel panorama calcistico italiano, lo staff ha lavorato bene e il gruppo ha fatto il resto. Quando tutte queste componenti funzionano, i risultati arrivano".

Guardando al futuro, quanto manca a questo Vicenza per essere competitivo in Serie B?
"La Serie B è un campionato diverso, cresciuto molto negli ultimi anni. Però quando hai un gruppo forte, unito e compatto hai già una base importante. Sicuramente la società interverrà per migliorare la rosa, ma ci sono tempo, risorse economiche e una piazza molto appetibile. Vicenza è una destinazione importante anche per la B".

Uno sguardo anche agli altri gironi: nel B lotta aperta tra Arezzo e Ascoli. Cosa può fare la differenza?
"L’Ascoli arriva al momento decisivo con grande condizione psicofisica, ed è importante. Però l’Arezzo è davanti e ha una partita in meno: il destino è nelle sue mani. Molto dipenderà dagli scontri diretti e da come arriveranno a quelle gare. Se l’Arezzo vince gli scontri chiave, può chiudere il campionato".

Un giudizio sull’introduzione della tecnologia a supporto degli arbitri in Serie C?
"Sono favorevole alla tecnologia quando aiuta a rendere oggettive situazioni soggettive. In questo caso però è stata applicata solo in parte e ha creato tempi morti troppo lunghi e qualche incertezza. Va rivista: servono regole più chiare, meno opzioni e decisioni più rapide. Così può diventare davvero utile".

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