Marani: "Imputare alle 60 di C i problemi del calcio è come guardare il dito e non la luna"
Il presidente della Lega Pro Matteo Marani ha parlato nel corso di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1 anche delle riforme del calcio italiano e dell'approvazione del Piano strategico della FIGC: "Noi ci siamo espressi a favore, perché il primo principio deve essere quello dei numeri e dei conti. Il calcio italiano ha numeri molto pesanti, è la prima necessità di cui oggi avvertiamo il bisogno di sistemare. La Lega Pro da anni ha cominciato un processo duro, sofferto di risanamento al proprio interno. Negli ultimi 4 anni di bilancio la Serie C è l'unica categoria che non produce nuovo debito. I Club della Lega Pro si sono dati una disciplina molto forte che sta producendo i suoi effetti. Rispetto a cinque anni l'indebitamento è calato. Il calcio italiano perde un miliardo e 300 milioni all'anno. Vuol dire perdere 3 milioni in una giornata. Di questo miliardo e 300 milioni, la Serie C incide per 90 milioni, ovvero per il 6%.
Quando sentivo discussioni su una Serie C con troppe squadre, bisogna ricordare che le 60 squadre incidono per il 6% delle perdite del calcio italiano. Noi siamo a favore del rigore, dei numeri, ci auguriamo che questo piano sia funzionale. C'è bisogno di maggiori controllo, disciplina e trasparenza".
Quello del numero dei club credo sia un falso problema. Faccio notare che la Premier ha il nostro stesso numero. La differenza è che ha una ricchezza e una capacità di produrre che noi non abbiamo. Imputare al numero delle squadre in C il problema del calcio italiano è come guardare il dito e non guardare la luna. Temo che ci sia una luna molto grande".






