Ospitaletto, il ds Musso: "Abbiamo fatto un capolavoro. Quaresmini resta? Lo saprete lunedì"
Il direttore sportivo dell'Ospitaletto Paolo Musso è intervenuto alla radio di TuttoMercatoWeb.com:
Direttore, partiamo dalla stagione appena conclusa: da neopromossa, l’Ospitaletto ha centrato la salvezza con largo anticipo. Che annata è stata?
“Per noi è stato un piccolo capolavoro. I numeri parlano chiaro: avevamo il budget più basso tra tutte le 60 squadre, considerando compensi lordi di squadra e staff. Per questo riuscire a conquistare la salvezza con tre giornate d’anticipo è motivo di enorme orgoglio. I complimenti vanno a tutta l’area tecnica, che ha lavorato bene fin dal primo giorno trasmettendo i valori giusti, ma anche allo staff tecnico, ai collaboratori e soprattutto ai ragazzi, che hanno messo in pratica tutto con grande dedizione. Ai nastri di partenza, in molti addetti ai lavori consideravano questo traguardo quasi impossibile. Noi, invece, ci abbiamo sempre creduto”.
È arrivato anche il suo rinnovo. Nel comunicato del club si parlava della volontà di trovare un’intesa con mister Quaresmini per il futuro: ci sono novità?
“Ci siamo dati come termine massimo lunedì per l’annuncio ufficiale. In queste settimane ci sono stati incontri e siamo vicini all’epilogo. Mancano ormai 48 ore, poi comunicheremo chi guiderà tecnicamente l’Ospitaletto”.
Quanto sarà complicata l’estate sul mercato? Dopo una stagione così positiva, inevitabilmente crescono aspettative e ambizioni.
“Molti pensano che il mercato inizi il 1° luglio e finisca il 31 agosto, ma in realtà il lavoro del direttore sportivo parte molto prima. La ricerca, soprattutto quando servono idee e creatività, richiede programmazione e la capacità di avere sempre più soluzioni pronte. Il periodo più intenso, per me, è già iniziato da tempo. Ma è anche la parte più bella di questo mestiere. Se fai questo lavoro, vivi per questi momenti. La difficoltà principale sarà che il mister ha alzato molto l’asticella. Al primo anno di Serie C abbiamo raggiunto la salvezza all’ultimo respiro, con 45 punti. Ripetersi o addirittura migliorarsi sarà complicato. Per fortuna, molti dei contratti biennali stipulati si sono rivelati azzeccati. Abbiamo una base di 11 giocatori di proprietà che hanno fatto bene e che, inevitabilmente, hanno attirato interesse. Però eventuali uscite dipendono da accordi tra tre parti: club, giocatore e acquirente. Se riusciremo a confermare il nostro blocco principale, credo che potremo disputare un altro buon campionato. Sappiamo meglio cosa ci aspetta, saremo più consapevoli delle difficoltà, ma ho grande fiducia in questi ragazzi”.
Quali sono invece le ambizioni del club nel medio-lungo periodo?
“L’ambizione dell’Ospitaletto deve essere quella di diventare e restare sostenibile. L’obiettivo è non essere un punto d’arrivo, ma una realtà di rilancio per giocatori, allenatori e dirigenti. Non c’è nulla di sbagliato in questa visione. Vogliamo essere un ambiente dove si lavora bene, dove si può fare calcio in maniera seria e professionale, creando anche le giuste opportunità economiche. Per la società questo significa mantenere un monte ingaggi contenuto, magari generando anche qualche plusvalenza utile a rendere il club sempre più autofinanziato e meno dipendente da risorse esterne. Credo sia una strada valida non solo per l’Ospitaletto, ma per tante realtà che non vivono la pressione costante di piazza e stampa. Questo consente di lavorare con maggiore serenità e programmazione”.
Capitolo playoff di Serie C: siamo alle Final Four. Chi vede favorito?
“I playoff sono un torneo a parte, quindi i valori del campionato vanno in parte rivisti. Ho seguito diverse partite dal vivo: Salernitana-Casertana, Brescia-Casarano e probabilmente assisterò anche al ritorno tra Ascoli e Catania. In questo momento vedo l’Union Brescia molto in forma. Ha recuperato diversi giocatori e credo che Corini abbia finalmente trovato l’assetto giusto. Per lunghi tratti della stagione sembrava ancora alla ricerca dell’abito migliore, mentre adesso mi sembra abbia trovato la quadra perfetta. Attenzione però alla Salernitana, che può contare su un pubblico capace di incidere tantissimo e su un potenziale offensivo di altissimo livello. Forse vado controcorrente, ma tra le quattro vedo il Catania leggermente più indietro. Nelle ultime uscite mi è sembrata una squadra un po’ più in difficoltà. L’Ascoli, invece, sulla carta era probabilmente la favorita principale, essendo arrivata molto vicina alla promozione diretta in regular season. Bisognerà però capire quante energie mentali siano rimaste dopo un finale di stagione così intenso”.











