Sì, l'esonero di Marino fu un errore. Triestina attenzione: per la panchina non puoi più sbagliare
"Non si riparte da zero, su diversi ragazzi la società mantiene diritti federali e vincoli di formazione: tesseramenti pluriennali, premi di valorizzazione e situazioni già impostate. Servirà però un lavoro mirato per consolidare le posizioni più importanti ed evitare dispersioni": parole di Bojan Kurjakovic, responsabile metodologico della Triestina, che ieri ha parlato dalle colonne del quotidiano Il Piccolo.
I ragazzi, gli under, quelli che, ad avvenuta retrocessione in Serie D (il 15 marzo), ha comunque continuato a valorizzare il tecnico Geppino Marino, che prima della gara contro un Trento in stato di grazia - e primo avversario post retrocessione - aveva chiamato i suoi a uno scatto di orgoglio: "Stiamo provando in tutti i modi a far capire ai ragazzi che c'è ancora tanto da giocare come dignità, come orgoglio e come squadra". Il messaggio è recepito, peccato però che la Triestina abbia già deciso di liquidare l'allenatore. Il sogno per la stagione ventura è Edoardo Gorini, fresco di promozione in C con il Treviso, ma lo snodo centrale si riconduce a Marino: se non riconfermarlo fosse il secondo autogol dopo quello di ottobre? Allora aveva conquistato 13 punti nelle prime 11 gare, ma la proprietà optò per il ribaltone che ha segnato il crollo definitivo degli alabardati, già colpiti da una pesante penalizzazione.
Questo non significa che sarebbe arrivata la salvezza, ma la media punti del trainer campano non lasciava certo pensare a una retrocessione un mese e mezzo prima del termine della regular season. I playout almeno non erano un miraggio.
La storia è però stata scritta, ci sarà adesso da scriverne un'altra, sia per il club giuliano che per l'allenatore. Sul quale probabilmente il mercato inizierà presto a muoversi.











