Pazzia fa rima con Vittoria, la Pro Patria di Zironelli vince al fotofinish
Sette minuti oltre il novantesimo. Quando le lancette dell'orologio non sono più un riferimento cronologico, ma una tortura psicologica.
È qui, in quel lembo di tempo sospeso tra la rassegnazione e l'impresa, che la Pro Patria di Mauro Zironelli ha deciso di prendersi di prepotenza il palcoscenico del Girone D di Serie D, espugnando il campo del Pontedera con un 3-2 da consegnare direttamente agli annali della follia calcistica.
Il film della partita
Che non sarebbe stata una domenica qualunque lo si era capito fin dalle prime battute, un match sulle montagne russe, dove la logica e la tattica sono state presto sacrificate sull'altare delle emozioni pure.
I tigrotti aggrediscono, soffrono, colpiscono e vengono ripresi, in un continuo corpo a corpo che tiene lo stadio con il fiato sospeso.
Al novantesimo il tabellone recita un 2-2 che per molti, ma non per tutti, sarebbe il più classico dei finali da "buon punto in trasferta".
Non per questa squadra.
Non per l'undici di Zironelli, che nel proprio DNA sembra aver iscritto il rifiuto categorico della normalità.
Il colpo di teatro al 97'
Mentre l'arbitro si prepara a fischiare la fine, succede l'incredibile, un'azione insistita, il cuore che va oltre l'ostacolo e la palla che arriva sui piedi di Baraye.
Il tempo si ferma per un istante, poi il boato, la palla gonfia la rete al 97' minuto.
È il gol del 3-2, il gol del delirio biancoblù, la panchina schizza in campo, Zironelli corre a perdifiato e il settore ospiti esplode in un urlo liberatorio che cancella in un secondo tutta la fatica e la tensione accumulatesi nei novanta minuti precedenti.
Il primato del cuore
Due indizi fanno una prova, diceva Agatha Christie. E se alla prima giornata era servita una rimonta di cuore per piegare l'Oltrepò (2-1), questa vittoria a Pontedera certifica lo stato di grazia, soprattutto mentale, di una Pro Patria che si gode il punteggio pieno in classifica.
C'è ancora tanto da registrare in fase difensiva, è vero, e Zironelli lo sa bene, ma la capacità di questa squadra di non mollare mai, di credere nel bottino grosso anche quando il cronometro rema contro, è una qualità rara.
Questa Pro Patria è imperfetta, concede spettacolo ma anche brividi di troppo. È, in una parola, pazza. Ma per adesso, ai tifosi di Busto Arsizio, va benissimo così., perché finché la pazzia rima con la vittoria, sognare non costa nulla.
La voce del mister: "Ci serve lo schiaffo per reagire"
Nel post-partita, Mauro Zironelli non nasconde l’adrenalina ma predica calma, analizzando lucidamente i passaggi a vuoto dei suoi ragazzi:
Zironelli ha evidenziato come la squadra tenda a sbloccarsi solo dopo aver subito una scossa iniziale, sottolineando la necessità di mantenere alta l'attenzione fin dal 1'.
Nonostante un approccio non perfetto, il tecnico ha lodato l'impatto dei cambi dalla panchina e la determinazione finale nel portare a casa il risultato, soddisfatto per il coraggio mostrato e per aver trovato le chiavi tattiche per vincere il match, l'allenatore ha preferito lasciare spazio alla gioia dei suoi giocatori nello spogliatoio.






