Marco Cassin: “Contento della stagione, a Desenzano posso crescere. Ter Stegen e Raya i miei modelli. Padelli un padre sportivo. E il mio futuro…”
Classe 2008, testa sulle spalle e tanta voglia di scalare le categorie. Marco Cassin, portiere del Desenzano di proprietà della Cremonese, cresce in Serie C sognando palcoscenici più alti. Ha sempre bruciato le tappe, vuole farlo anche quest’anno. Il giovanissimo portiere ne parla con TuttoMercatoWeb.com.
Cassin, come procede questo inizio di stagione?
“Sono molto contento. Sia della prima parte a Cremona con la prima squadra dove ho avuto la possibilità di interfacciarmi con i grandi. Sono arrivato a Desenzano che è il tipo di posto che cercavo, ho spinto per chiudere il prima possibile. Ho giocato la prima amichevole, poi ho esordito in partita ufficiale”.
Contro il Trento le hanno urlato di tutto…!G
“La mia prima tra i professionisti, ho giocato sotto la loro curva. Sono cose che gasano e che non danno fastidio”.
I suoi portieri di riferimento?
“Direi Ter Stegen. Ma mi piace molto anche Raya dell’Arsenal. In Italia ci sono Maignan e Carnesecchi ma sopratutto Svilar che mi piace molto”.
Lei è scuola Udinese. Il portiere bianconero da cui ha imparato di più?
“Ho passato più di trequarti della mia carriera all’Udinese a cui devo quasi tutto e mi sono sempre trovato bene. Ci siamo separati, ma Udine è una società organizzata. Devo citare Padelli: per me è stato un papà a livello calcistico tra strigliate e consigli. È sempre stato disponibile.
E come dimenticare Silvestri? Un altro punto di riferimento”.
Dove vuole arrivare il Desenzano?
“Siamo una squadra forte, la società è ambiziosa. Sono nuovo della categoria, non so cosa possiamo essere, pensiamo alla salvezza ma non ci poniamo limiti”
Dove si vede tra qualche anno?
“Ho giocato tante volte sotto età. Sicuramente i tempi di gioco, in C la palla va più veloce. Poi il tifo è caldo come ho visto a Trento e a Brescia”
Se la immaginava così la Serie C?
“Ho fatto una scelta ambiziosa. A diciotto anni nel ruolo in cui gioco in C i portieri non sono tanti, ma avevo voglia di misurarmi con una prima squadra in modo centrale. Si, me l’aspettavo come la sto trovando”.
Dove si vede tra qualche anno?
“Non mi pongo limiti. So che il percorso è quotidiano, penso a lavorare giorno per giorno. So dove sono ora e sono contento: sto lavorando per costruirmi quello che verrà”.






