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Stefano Marchetti: "Cittadella, ripartiamo per far bene. Addio Corvino? Lo capisco.E il Mondiale..."

Stefano Marchetti: "Cittadella, ripartiamo per far bene. Addio Corvino? Lo capisco.E il Mondiale..." TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Serra
Alessio Alaimo
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Alessio Alaimo
Oggi alle 00:12A tu per tu

Obiettivo ripartenza. Nel migliore dei modi e con le migliori intenzioni. Il Cittadella della prossima stagione, già al lavoro sul mercato grazie al Dg Stefano Marchetti, si propone con tutta l'idea di provare a tornare nelle categorie di competenza. "Il prossimo sarà un campionato importante, dove il Cittadella dovrà sicuramente fare di più. Dobbiamo tornare a fare il Cittadella, con il nostro dna", dice Marchetti a TuttoMercatoWeb.com.

Cosa avete sbagliato l'anno scorso? Avete pagato la retrocessione?
"No. Anzi. La retrocessione dovrebbe darti quella rabbia in più. Abbiamo sbagliato all'inizio il progetto che è nato per fare un certo tipo di gioco che non siamo stati capaci di sviluppare. Abbiamo dovuto cambiare. Quindi abbiamo rincorso. E quando rincorri non devi mai sbagliare niente. Siamo usciti dai playoff senza perdere, ma durante l'anno non abbiamo messo in campo l'atteggiamento giusto".

Si sta giocando il Mondiale. E non c'è l'Italia. Che effetto fa?
"Dobbiamo tornare a fare quello che sapevamo fare. Ci sono ragazzi che hanno già una certa età e non hanno visto l'italia al Mondiale.
Dagli errori si può imparare e bisogna trovare il modo per lavorare bene con i nostri calciatori. Il calciatore italiano deve essere al centro del progetto".

In che maniera?
"Occorre trovare il modo per incentivare il numero di italiani da far giocare. Il giocatore italiano deve essere centrale. Se uno è bravo gioca, che sia straniero oppure no. E poi credo che anche l'aspetto caratteriale sia importante: una volta c'era maggiore partecipazione e senso di appartenenza verso la maglia azzurra. Qualche anno fa il sentimento popolare era maggiore. La Nazionale è un patrimonio di tutti, deve avere un posto particolare nel cuore di tutti".

Corvino ha lasciato il Lecce. La sua idea?
"Mi ha sorpreso ma lo capisco. So cosa vuol dire lavorare a casa propria: ci metti il cuore, sempre. E quando lavori a casa tua la sofferenza è tripla e alla lunga questo ti distrugge. Sono nato a Cittadella, lavoro per il Cittadella: so cosa significa soffrire quando le cose non vanno bene".

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