In Serie A è ufficialmente finito il valzer degli allenatori. E all'estero? Per Real Madrid e Sporting CP già 4 colpi a testa, il Bayern sta chiudendo acquisti per più di 100 milioni. In Premier...
Ruben Amorim è l'allenatore scelto dal Milan dopo il licenziamento di Massimiliano Allegri. Il terzo manager portoghese a esser scelto dalla società di via Aldo Rossi negli ultimi due anni, un altro manager lusitano dopo Fonseca e Conceicao con la speranza che possa fare meglio, molto meglio dei suoi predecessori. Gerry Cardinale dopo un casting durato tre settimane invece di una ha di fatto messo il primo tassello per il Milan che verrà. Prima l'allenatore e poi i dirigenti, una decisione che spiega bene il mondo alla rovescia in cui oggi vive la proprietà rossonera. Ma almeno è una decisione, un tecnico che ha fatto benissimo allo Sporting CP e molto male al Manchester United. Un manager che spera di recuperare i risultati e i momenti vissuti col club di Lisbona, anche se alle spalle ha oggi un Milan con un vuoto societario più simile a quello dei red devils. Non sarà facile.
Il Monza ha indirizzato il suo mirino su Ivan Juric. Nelle ultime ore, dopo l'improvvisa rottura con Paolo Bianco, la società lombarda ha deciso di chiudere per il manager croato dopo esser stata a un passo dall'accordo con Alberto Gilardino. Quello biancorosso è il nono club che inizierà la Serie A 2026/27 con un allenatore nuovo, quasi metà delle squadre hanno deciso di cambiare guida tecnica per il campionato che verrà. Ieri l'Atalanta ha ufficializzato Maurizio Sarri, la Lazio ripartirà da Gennaro Gattuso e il Napoli aspetta che Allegri si liberi dal Milan per fargli firmare un biennale. E' una Serie A che cambia volto, ma non cambia i suoi volti. L'approdo a Bologna di Domenico Tedesco è l'unica scelta diversa per un calcio - quello italiano - che non riesce ad andare oltre i soliti nomi. Che è pronto a rieleggere il 61enne Roberto Mancini come commissario tecnico tre anni dopo la fuga in Arabia Saudita. E' una Serie A che per ora, scavallato metà giugno, è ancora ferma alla questione allenatori. Ha appena sciolto gli ultimi nodi. Ma com'è invece la situazione nel resto d'Europa?
La notizia (ma non è una notizia) è che siamo indietro rispetto a tante altre realtà. Il Real Madrid che pure ha cambiato allenatore riaffidandosi a José Mourinho ieri ha ufficializzato l'arrivo dal Chelsea di Marc Cucurella per 55 milioni di euro. E' in pratica il quarto acquisto di Florentino Perez che ha chiuso per gli svincolati Ibrahima Konaté e Bernardo Silva, che ha sistemato anche la fascia destra chiudendo tutti i dettagli per l'innesto di Denzel Dumfries che a luglio saluterà definitivamente l'Inter pagando la clausola da 20 milioni di euro. E' già a quattro acquisti e a oltre 60 milioni di euro spesi anche lo Sporting Club di Portogallo. Già, proprio il club rilanciato dal lavoro di Amorim che ha l'obiettivo di scalzare il Porto di Farioli: tra gli innesti anche uno dei migliori talenti italiani, anche quell'Issa Doumbia acquistato dal Venezia per oltre venti milioni di euro con buona pace delle nostra big che si sono perse in un mare di chiacchiere mentre a Lisbona c'era chi chiudeva l'accordo.
Programmare con largo anticipo è anche una prerogativa del Bayern Monaco e infatti i campioni di Germania - forse la squadra migliore dell'ultima Champions per gioco espresso - sta per chiudere acquisti per oltre 100 milioni di euro. Dall'Eintracht Francoforte è in arrivo per 55 milioni di euro il terzino Nathaniel Brown, l'ennesima grande plusvalenza del DS Krosche su cui ora vorrebbe puntare proprio il Milan per ripartire. Col PSV Eindhoven invece è stato trovato l'accordo per Ismael Saibari, attaccante marocchino che costerà quanto Brown. Un calciatore che nel match d'esordio al Mondiale contro il Brasile ha pennellato uno dei gol più belli della prima giornata ancora in corso.
E la Premier League? E' un po' nella situazione della Serie A, anche se la base di partenza è totalmente diversa. L'NBA del calcio (l'ultimo giocatore è definirla così è stato l'ex Lazio Castellanos, ora al West Ham) ha vissuto settimane di cambi importanti tra gli allenatori. Da Guardiola in giù, hanno cambiato manager il City e il Liverpool, ma anche il Chelsea, il Bournemouth, il Crystal Palace, il Fulham e l'Ipswich. In Inghilterra si ripartirà il prossimo anno da manager di (almeno) nove nazionalità diverse. Contaminazione e arricchimento: nuove idee e nuovi nomi. A differenza nostra che invece andiamo sempre più giù facendo rifrullare sempre gli stessi protagonisti.






