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La leggenda di Antonio Ubaldo Rattín, l'uomo che ha rivoluzionato il regolamento

La leggenda di Antonio Ubaldo Rattín, l'uomo che ha rivoluzionato il regolamento
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Redazione TMW
Oggi alle 09:02Altre Notizie
Antonio Ubaldo Rattín è stato una delle leggende più carismatiche del calcio argentino, celebre per essere stato il capitano del Boca Juniors e della Nazionale Albiceleste, nonché l'uomo che, suo malgrado, ha rivoluzionato il regolamento

Rattín è scomparso l'11 luglio 2026 all'età di 89 anni. Lascia l'eredità calcistica di un centrocampista possente, leader indiscusso e mediano vecchio stampo, soprannominato “El Caudillo” o “El Rata”.

Il simbolo eterno del Boca Juniors

Nato a Tigre il 16 maggio 1937, Rattín incarna perfettamente il concetto di “bandiera” calcistica. Ha legato l'intera carriera professionistica, dal 1956 al 1970, a un solo club: il Boca Juniors.
Presenze e Gol: Ha collezionato 382 presenze ufficiali e segnato 28 reti con la maglia degli Xeneizes
Palmarès: Con il Boca ha conquistato quattro titoli nazionali (1962, 1964, 1965 e il Campionato Nacional del 1969) e ha raggiunto la finale della Copa Libertadores nel 1963
Stile di gioco: Alto 1,91 m, univa una straordinaria prestanza fisica a un temperamento da leader naturale che guidava i compagni a livello emotivo e tattico. Per questo motivo nel 2015 il club gli ha dedicato una statua all'interno del Museo de la Pasión Boquense

L'incidente a Wembley '66 e l'invenzione dei cartellini

Il nome di Rattín è scolpito nella storia internazionale del calcio soprattutto per un singolare episodio avvenuto durante i Mondiali del 1966 in Inghilterra, in cui era capitano dell'Argentina
Durante il quarto di finale a Wembley contro i padroni di casa dell'Inghilterra, l'arbitro tedesco Rudolf Kreitlein decise di espellere Rattín al 36' del primo tempo per proteste verbali. All'epoca non esistevano i cartellini gialli e rossi; le ammonizioni ed espulsioni venivano comunicate solo a voce

La totale barriera linguistica (l'arbitro parlava solo tedesco e Rattín solo spagnolo) scatenò il caos:
Rattín si rifiutò di lasciare il campo, chiedendo con insistenza un interprete per capire la motivazione del provvedimento.
Il gioco rimase completamente bloccato per ben 11 minuti tra proteste, sguardi di sfida e tensioni crescenti.
Nel lasciare faticosamente il terreno di gioco, Rattín calpestò provocatoriamente il tappeto reale della Regina Elisabetta e strizzò una bandierina del calcio d'angolo britannica in segno di disprezzo.
Questo clamoroso corto circuito comunicativo spinse la FIFA e l'ex arbitro Ken Aston a trovare una soluzione universale per superare le barriere linguistiche. Da quell'episodio nacque l'idea di introdurre i cartellini gialli e rossi, che debuttarono ufficialmente nel successivo Mondiale di Messico '70.

Gli anni successivi: panchina e politica

Dopo il ritiro dall'attività agonistica nel 1970, Rattín rimase nel mondo del calcio lavorando come allenatore. Ha guidato diverse squadre argentine, tra cui il Gimnasia La Plata, il Tigre e, nel 1980, lo stesso Boca Juniors
Successivamente ha intrapreso con successo la carriera politica: nel 2001 è stato eletto Deputato Nazionale in Argentina per il partito Unidad Federalista, diventando il primo ex calciatore del Paese a raggiungere uno scranno nel parlamento nazionale

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