Piantanida: "Dimarco fondamentale non solo per l'Inter ma anche per l'Italia"
Il giornalista Franco Piantanida ha rilasciato alcune parole a TMW Radio, nel corso del programma Maracanà.
Che sensazioni hai riguardo Bosnia-Italia?
"La cosa drammatica di stasera è una: io ricordo dopo Italia-Svezia quanto ho sofferto e quanto fossi incredulo e deluso. Oggi invece se usciamo è normale. Personalmente non sento alcun tipo di tensione, né tantomeno di emozione. È brutto che si sia giunti a normalizzare questo tipo di situazioni".
Chi pensa potrà essere il protagonista di stasera?
"Io dico Dimarco, perché il modulo è quello che può esaltarlo maggiormente. L'Inter prescinde dalla condizione di Dimarco e anche per l'Italia è fondamentale, dato che ha il piede migliore di questa Nazionale. Anche per quanto riguarda il campo, sarei preoccupato se ci fossero Totti e Del Piero, ma per il resto non è che abbiamo gli elementi più tecnici della storia del calcio".
Al di là della partita di oggi, che cambiamento apporterebbe al calcio italiano?
"Il cambiamento per me non può arrivare da un singolo presidente federale. Se noi non usciremo dal vicolo cieco del tatticismo degli ultimi quindici anni non usciremo da questa situazione in generale. In tutte le altre discipline e sport si è andato a sfruttare il talento, mentre nel calcio serve un progetto nuovo".
Fra Perrone, Baturina, Douvikas e Ramon chi pensa possa avere un futuro roseo lontano da Como:
"Il rischio è che alcuni giocatori possano non rendere altrove. Io comunque scelgo Douvikas, che fa sia il nove, che il dieci, che l'undici. Interpreta come dovrebbe essere un attaccante oggi. Se lo mettessi però in un Milan non ci siamo. Non è insomma un giocatore ancora da grande squadra".











