La crisi del Tottenham vista dall'UK: "Tudor? Approccio troppo rigido. De Zerbi, un rischio"
Il Tottenham in questi giorni proverà a chiudere per un nuovo allenatore. C'è una squadra da salvare, contro ogni pronostico. Perché, rosa alla mano, gli Spurs sono una squadra da lotta Champions. E invece la stagione è un fiasco completo, prima con Thomas Frank e ora con Tudor, che ha lasciato dopo un mese e mezzo. Ne abbiamo parlato con chi da anni segue le vicende dei londinesi, come il collega Tom Barclay del Daily Mail. Ecco le sue parole a Tuttomercatoweb.
Cosa è andato storto con Tudor?
"Iniziamo dall'attitudine: è stato molto diretto con i giocatori. Ad alcuni a quanto pare la cosa è piaciuta molto, ma altri l'hanno trovato un po' troppo brusco. Ma più di tutto, ha cercato di cambiare le cose troppo velocemente: non ha dato continuità, cambiava tattica troppo spesso, schierando molti giocatori in posizione non naturale. Ha cercato di lavorare sulla condizione fisica, perché non credeva che i giocatori fossero abbastanza in forma, ma si potrebbe obiettare che a questo punto della stagione, costringerli a correre così tanto non sia ciò che aiuta davvero quando mancano poche partite. Mi è sembrato che abbia scelto un approccio troppo rigido e non ha funzionato".
Anche a livello di comunicazione sembra non aver convinto stampa e tifosi
"Ho visto dei messaggi incoerenti. Dopo la seconda partita contro il Fulham, persa 2-1, ha criticato i giocatori in conferenza stampa, dicendo che avevano sbagliato tutto: in difesa, a centrocampo e in attacco. Poi, dopo la gara contro il Crystal Palace, che è stata una sconfitta davvero brutta, ha detto di avere più speranza e credito che mai; probabilmente era solo un mind game, ma non ha funzionato".
In campo, risultati fallimentari
"Ha avuto un paio di partite in cui ha mostrato un po' di grinta, come a Liverpool e ha ottenuto un risultato inaspettato. E ovviamente la vittoria contro l’Atletico Madrid ma non c’era pressione in quella partita specifica".
Era arrivato per risollevare una squadra che con Thomas Frank stava andando male. Le cose sono peggiorate
"Sì, letteralmente. Se guardi la classifica, quando Frank se n'è andato c'erano 8 punti di vantaggio sulla zona retrocessione, ora c'è solo un punto. E nel frattempo quando giocheranno a Sunderland il 12 aprile fuori casa, probabilmente saranno già in zona retrocessione. Questo perché il West Ham, che è 18°, giocherà contro i Wolves ultimi in classifica. Diciamo che sebbene Frank stesse faticando e ci fosse bisogno di cambiare, nel breve periodo di Tudor non ha migliorato nulla. Un allenatore scelto proprio perché abile ad avere un impatto immediato sulle proprie squadre, non ne ha avuto alcuno".
Quanto ha pagato la sua inesperienza in Premier League?
"Lo definirei un fattore cruciale. Non sembrava nemmeno conoscere la Premier League, il che non sorprende, dato che non ha mai allenato o giocato qui. Ha provato cose in partita che sapevamo già non avrebbero funzionato, come schierare Xavi Simons esterno sinistro in un 4-4-2 a Fulham. Ha avuto subito molti infortuni e aveva bisogno di fare le cose diversamente, ma provare esperimenti destinati al fallimento è costato caro in termini di tempo. Ha lasciato i giocatori in una situazione decisamente più difficile di quella che ha trovato".
Si parla di De Zerbi come suo successore: scelta giusta?
"Mi piace molto De Zerbi, l'ho seguito un po' al Brighton e penso sia un manager fantastico. Ha un carattere "infiammabile", come sapete, e non sembra durare a lungo nei club. Al Brighton se n'è andato perché non ne condivideva più la visione. Quindi c’è un rischio. Inoltre, ricordiamoci che al Brighton non vinse nelle sue prime cinque partite. Ha una sua visione del calcio e gioca in modo fantastico quando funziona, ma gli Spurs non hanno tempo: hanno solo 7 partite a disposizione. Non hanno tempo per qualcuno che arrivi a rivoluzionare tutto. Questo è il rischio. Tuttavia, vista la posizione in cui si trovano, riuscire a prendere uno come De Zerbi è un colpo incredibile, perché sono in una situazione disperata".
Alcuni tifosi non accettano un suo eventuale arrivo per aver preso le difese di Mason Greenwood
"Greenwood è ancora una figura molto controversa in Inghilterra e De Zerbi lo ha difeso molto, definendolo una brava persona nel 2025. Per questo è nata la campagna "No to De Zerbi", che ricorda quella contro Gattuso quando fu accostato agli Spurs. Sembra però che il club stia cercando di chiudere comunque. Per il suo calcio può essere fantastico e portare gli Spurs dove vogliono essere, ma resta il dubbio se possa avere l'impatto immediato di cui il Tottenham ha bisogno ora".
Che atmosfera si respira ora tra i tifosi del Tottenham?
"Ci sono stati momenti di tensione reale tra tifosi e squadra, ma principalmente perché le prestazioni sono state pessime, specialmente sotto Frank: un calcio terribile da guardare. I tifosi sono frustrati. Al Tottenham c’è l’aspettativa di giocare in un certo modo, il cosiddetto "Tottenham Way", uno stile divertente. Ma soprattutto, i risultati mancano: in casa sono stati terribili, non vincono cinque partite di fila da novembre 2024".
Cosa aspettarsi in questo finale di stagione?
"Se non si chiamassero Tottenham, guardando i dati, penseremmo che siano i favoriti per andare giù: hanno una forma terribile, non vincono mai in casa, hanno molti infortunati (Kulusevski e Maddison sono ancora fuori), continuano a cambiare allenatore e i giocatori sembrano frustrati e forse non abbastanza bravi. La Premier League è così competitiva ora che se molli un po', affondi. Per tutte queste ragioni il Tottenham è in piena lotta per non retrocedere e, a essere sincero, non sono sicuro che riusciranno a uscirne. Hanno un pessimo record quando sono sotto pressione; la partita in casa contro il Nottingham Forest ne è l'esempio lampante. Ovviamente, come persona che segue gli Spurs, spero sinceramente che si salvino, ma in questo momento penso sia più probabile che vadano giù piuttosto che restino su".











