Manchester City, e ora? Tra ricorsi e possibili sanzioni, il futuro è tutto da definire
Il Manchester City si trova in una situazione molto delicata. Dopo il duro intervento della Premier League, che ha annunciato possibili sanzioni proporzionate alla gravità delle violazioni contestate, il club inglese continua a difendersi e prepara una lunga battaglia legale per contestare ogni eventuale provvedimento.
Il primo passo potrebbe essere il ricorso contro la decisione della commissione indipendente che ha esaminato il caso. Una possibilità prevista dal regolamento della Premier League, con l'appello che verrebbe valutato da una nuova commissione composta da tre membri. Questo, però, non necessariamente rallenterebbe l'iter: le eventuali sanzioni potrebbero infatti essere stabilite anche mentre il procedimento di ricorso è ancora in corso. La Premier League, quando introdusse il proprio sistema di controllo finanziario, scelse di non fissare una tabella precisa delle punizioni, proprio per evitare che i club potessero conoscere in anticipo le conseguenze delle eventuali violazioni. Finora le società di massima serie colpite da penalizzazioni sono state Everton e Nottingham Forest: ai primi furono tolti otto punti nella stagione 2023/24, ai secondi quattro.
Ora il dibattito riguarda la possibile entità della pena per il City. Alcuni chiedono addirittura l'esclusione dal calcio inglese, ma bisogna distinguere tra retrocessione ed espulsione. Una retrocessione in Championship potrebbe arrivare attraverso una pesantissima penalizzazione in classifica, mentre l'esclusione comporterebbe la necessità per il club di chiedere alla Football Association e alla English Football League una nuova ammissione al sistema calcistico nazionale, probabilmente da una categoria inferiore.
Quello che è certo è che la strada è ancora lunga. La Premier League punta a definire le sanzioni entro la fine della stagione, ma il Manchester City è pronto a utilizzare ogni strumento disponibile: dal ricorso contro il verdetto fino all'eventuale battaglia davanti all'Alta Corte.






