Mbappe contro l'estrema destra francese, pioggia di critiche: "Momento meno adatto"
Le dichiarazioni di Kylian Mbappé continuano a far discutere in Francia. In una lunga intervista concessa al magazine statunitense Vanity Fair, il capitano della nazionale ha espresso la propria preoccupazione per una possibile vittoria del Rassemblement National alle elezioni presidenziali del 2027. “È una cosa che mi tocca da vicino, so cosa potrebbe succedere", ha dichiarato, rivendicando il diritto degli atleti a esprimere la propria opinione: "Siamo cittadini, abbiamo il diritto di dire ciò che pensiamo, come tutti gli altri".
Una posizione che ha immediatamente diviso l’opinione pubblica e il mondo del calcio. L’ex attaccante Christophe Dugarry ha criticato soprattutto il momento scelto per intervenire: "Non è il fatto di parlare il problema, ma il momento. Questo cambia tutto". L’ex di Milan e Bordeaux ha sottolineato il rischio di creare tensioni interne alla nazionale: "Si generano problemi e pressioni inutili, proprio alla vigilia di un grande torneo".
Sulla stessa linea Jérôme Rothen, che ha invitato alla prudenza: "In questo momento bisogna fare attenzione. Il CT avrebbe preferito evitare tutto questo". Più sfumato Souleymane Diawara, che pur difendendo la libertà di espressione ha ricordato: "Politica e religione sono temi da affrontare con cautela, soprattutto per chi è sotto i riflettori".
Anche la politica è intervenuta. La ministra dello Sport, Marina Ferrari, ha commentato con toni molto neutrali, affermando: "I sportivi sono cittadini come tutti gli altri. La loro parola è libera e non ho nulla da aggiungere su questo tipo di dichiarazioni". Mbappé ha comunque ribadito la sua posizione, respingendo le critiche e confermando la volontà di assumersi le proprie responsabilità anche fuori dal campo.











