Moreno: "Luis Enrique tornò e mi disse che non contava più su di me. Ho perso un amico"
Robert Moreno, ex CT della Spagna, si racconta senza filtri in un’intervista esclusiva con Mario Suárez. Dalla sua esperienza al timone della Roja al sorprendente trasferimento in Russia durante il conflitto, Moreno ripercorre i momenti più delicati della sua carriera e i rapporti tesi con Luis Enrique: "Non volevo assumere il ruolo di selezionatore, ma Rubiales e Molina insistettero: era l’unico modo perché Luis Enrique potesse tornare in futuro. Ho accettato senza chiedere compensi, ma ero consapevole che non fosse la scelta giusta".
Il ritorno di Luis Enrique, dopo la tragedia della figlia, segnò una rottura definitiva: "Mi disse che non contava più su di me, e che non avrebbe più allenato con me. Ho perso due amici. Non voglio vivere con rancore, ma alcune cose non si possono spiegare pubblicamente. Mi piacerebbe poter sistemare le cose con lui, perché non mi piace vivere con rancore verso nessuno. Del resto dello staff che era con me in quel periodo, tutti sono tornati a lavorare con lui. Solo io no".
Moreno racconta anche la sua esperienza in Russia: "Per me non è stato un fallimento, il vero fallimento sarebbe non allenare. Ci siamo trovati vicino a zone colpite dai droni, con vittime civili accanto all’albergo. Ho rifiutato inizialmente l’offerta, ma poi Xavi Pascual mi ha convinto. La mia famiglia non ha potuto seguirmi".
Sul futuro e sulle critiche, Moreno è lucido: "Ho pensato di smettere per errori e perché mi sentivo fuori posto. Ma sono privilegiato, ho incontrato gente straordinaria. Le critiche mi feriscono soprattutto per la mia famiglia. Ora voglio solo essere felice allenando e farmi conoscere per quello che sono, non per il racconto distorto che è stato fatto di me".











