Spagna, il primo allarme verso i Mondiali: più di un big non è al top della condizione
Archiviata la lista definitiva dei 26 convocati per il Mondiale 2026, Luis De la Fuente può ora concentrarsi sulla costruzione della Spagna che debutterà il 15 giugno contro Capo Verde. Il ct avrà a disposizione circa tre settimane per definire gli ultimi dettagli, valutare le condizioni degli acciaccati e sciogliere i dubbi di formazione.
Prima dell’esordio iridato, la Roja affronterà Iraq e Perù in due amichevoli utili sia per testare nuove soluzioni tattiche sia per consentire ad alcuni giocatori di guadagnare terreno nelle gerarchie. L’obiettivo principale resta però evitare problemi fisici che possano complicare ulteriormente i piani dello staff tecnico.
Tra i pali, salvo sorprese, il titolare sarà ancora Unai Simón, considerato da De la Fuente una certezza assoluta. In difesa Marcos Llorente sembra favorito su Pedro Porro sulla fascia destra, mentre Cucurella resta il punto fermo a sinistra. Al centro la coppia più probabile è quella formata da Cubarsí e Laporte.
I maggiori interrogativi riguardano invece Mikel Merino, Lamine Yamal e Nico Williams. Il giocatore dell’Athletic Bilbao appare oggi più vicino al recupero completo rispetto all’esterno del Barcellona. Merino, grazie alla sua duttilità, rappresenta invece una pedina preziosa: può agire sia da trequartista sia da centravanti, come già accaduto all’Arsenal con Arteta.
Al momento, però, nessuno dei tre sembra destinato a partire titolare contro Capo Verde. In vantaggio ci sarebbero Rodri, Pedri e Fabián Ruiz in mezzo al campo, con Víctor Muñoz e Dani Olmo o Baena a supporto di Oyarzabal, tra i più brillanti nell’ultimo periodo con la maglia della Spagna.











