Niente tournée estiva e no al parafulmine: Mourinho pone le condizioni per il suo ritorno
Il Real Madrid continua a vivere un momento di forte incertezza attorno alla panchina. In Spagna, più che alla sfida di campionato contro il Barcellona, l’attenzione mediatica è ormai concentrata sulle tensioni interne allo spogliatoio e soprattutto sull’identità del futuro allenatore. Tra le ipotesi più concrete e sorprendenti prende sempre più corpo quella che porta a José Mourinho, già alla guida dei blancos tra il 2010 e il 2013.
Secondo quanto riportato da alcuni media spagnoli, non si tratterebbe più soltanto di suggestioni. Ci sarebbero stati infatti i primi contatti tra il tecnico portoghese e la dirigenza del Real, con il sostegno diretto del presidente Florentino Pérez, convinto che l’ex Inter e Chelsea possa riportare ordine e disciplina all’interno del club. Il possibile ritorno di Mourinho, però, non sarebbe affatto semplice; il tecnico avrebbe infatti presentato un elenco molto preciso di condizioni considerate non negoziabili. In primo luogo, la durata del contratto: due anni secchi, senza opzioni di estensione. Poi la richiesta di una maggiore distanza mediatica, con la volontà di non essere più il principale portavoce del club in conferenza stampa, delegando parte della comunicazione.
Sul piano tecnico, Mourinho avrebbe chiesto totale autonomia nelle decisioni legate alla formazione, senza interferenze dall’alto, e la possibilità di lavorare con il proprio staff di fiducia. Tra le richieste anche la modifica dell’attuale struttura medica, con un rapporto diretto con lo staff sanitario e la possibilità per i giocatori di richiedere una seconda opinione. Un altro punto riguarda la gestione del gruppo: il portoghese avrebbe indicato la necessità di una profonda revisione della rosa, con l’eventuale partenza di diversi giocatori. Inoltre, avrebbe chiesto un contatto diretto e costante con Florentino Pérez, evitando intermediari nella gestione quotidiana del club.
Infine, Mourinho si sarebbe opposto alle lunghe tournée estive all’estero, ritenute dannose per la preparazione. Il messaggio sarebbe chiaro: o il Real accetta tutte le condizioni, oppure il ritorno del “Special One” non si concretizzerà. La decisione, ora, è nelle mani della dirigenza madrilena.











