La CAF ammette: "In finale di Coppa d'Africa delle carenze hanno portato a incidenti"
La Confederazione del Calcio Africano (CAF) sta affrontando le "carenze" che hanno contribuito al caotico finale della Coppa d'Africa 2025 in Marocco, secondo quanto dichiarato dal presidente Patrice Motsepe. Il Senegal era stato incoronato vincitore sul campo, in seguito a una vittoria per 1-0 dopo i tempi supplementari, ma a marzo è stato privato del titolo da una commissione d'appello della Confederazione, che ha invece assegnato il trofeo ai padroni di casa.
La sanzione è stata applicata perché i senegalesi avevano abbandonato il campo per protesta dopo che al Marocco era stato concesso un rigore, in seguito a una revisione VAR, quando la partita era ancora sullo 0-0 nel finale di secondo tempo. Tra gli scontri della sicurezza dello stadio con i tifosi e le accuse al Marocco di condotta antisportiva per il cosiddetto "towelgate" - una serie di incidenti che hanno visto giocatori e raccattapalle spostare l'asciugamano del portiere del Senegal - Motsepe ha proferito parola.
"Abbiamo svolto un buon lavoro per costruire fiducia e credibilità nei confronti dei nostri arbitri e del nostro VAR tra la comunità calcistica", ha dichiarato a BBC Sport Africa. "Ma queste sfide esistono ancora e abbiamo riconosciuto quali siano state le carenze che hanno portato agli sfortunati incidenti avvenuti in Marocco. Abbiamo introdotto nuove leggi e nuovi regolamenti che garantiranno che ciò non accada più".
Eppure, rassicurazioni a parte, gli eventi dello stadio Prince Moulay Abdellah di Rabat del 18 gennaio e la successiva decisione di consegnare il trofeo al Marocco hanno indubbiamente minato i tentativi della CAF di ritrovarsi con un'immagine migliore. Nigel Reo-Coker, ex centrocampista di West Ham e Aston Villa, ha dichiarato all'emittente statunitense CBS Sports che la decisione di privare il Senegal della corona è stata un "imbarazzo". "Dà alle altre federazioni nel mondo l'opportunità di ridere della Caf, della Coppa d'Africa e dell'Africa come continente, a causa di come è stata gestita l'intera situazione".
La Federcalcio senegalese ha descritto l'accaduto come una "rapina" e ha impugnato la sentenza presso il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS). Il danno d'immagine è stato così grave che Motsepe ha svolto un tour diplomatico sia in Senegal che in Marocco nel tentativo di ricostruire la fiducia: "Siamo in attesa della sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport e il calcio africano continua a crescere e a svilupparsi. Qualunque decisione arriverà, la rispetteremo e la applicheremo".











