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Portogallo, Jorge Jesus sul caso Ronaldo: "Decido io e nessuno mi farà cambiare idea"

Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 18:07Calcio estero
30.09.2026 18:07Calcio estero
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Jorge Jesus prova a mettere la parola fine alle voci su un possibile caso Cristiano Ronaldo in nazionale. Dopo le polemiche per il mancato impiego del fuoriclasse portoghese nella vittoria contro la Norvegia, il commissario tecnico del Portogallo ha chiarito la situazione alla vigilia della sfida contro la Danimarca, ribadendo la propria autonomia nelle scelte: "Ci tengo a dire una cosa: nessun giocatore cambierà le mie decisioni. Né lui, né nessun altro nel calcio. Nemmeno un presidente. Mai, zero", ha dichiarato il tecnico, respingendo qualsiasi ipotesi di condizionamento esterno.

Jesus ha spiegato di aver parlato con Ronaldo dopo le indiscrezioni circolate in Portogallo, definendo la vicenda "un problema che non era un problema": "Mi hanno obbligato a parlare con Cris di una questione che non esisteva. Non c'era nulla da chiarire. Abbiamo parlato semplicemente di quello che lui aveva detto in conferenza stampa: è qui per permettermi di decidere. Se voglio farlo giocare, gioca. Se voglio lasciarlo in panchina, resta in panchina".

Il CT portoghese ha poi rivelato che l'esclusione era stata concordata in precedenza: "Avevo parlato con lui e avevamo creato un piano, come fatto anche con Bruno Fernandes. Gli avevo detto che non avrebbe giocato contro la Norvegia e la Danimarca. Conosco Cris, ho lavorato con lui per un anno e so come gestire la sua condizione fisica". Secondo Jesus, Ronaldo non si sarebbe mai rifiutato di allenarsi: "Ha fatto lavoro in palestra, mobilità in campo e poi un lavoro di forza in hotel. Non si è mai tirato indietro. È impossibile pensare che un giocatore della nazionale portoghese possa rifiutarsi di allenarsi".

Anche Rúben Dias aveva minimizzato la vicenda, parlando di una normale reazione emotiva: "La frustrazione dura 10, 15 o 20 secondi. Non cambia assolutamente l'impegno che abbiamo avuto con la nostra nazionale per oltre vent'anni". Jesus ha infine ribadito il concetto di uguaglianza all'interno dello spogliatoio: "Lo status di un giocatore non dà diritti diversi dagli altri. Porta rispetto per la carriera, ma le decisioni spettano sempre all'allenatore. In un club decide il presidente, in una squadra decido io".

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