Errori e polemiche a Monaco e Madrid: l'introduzione del VAR non può essere rimandata
La serata di Women’s Champions League di mercoledì dimostra la necessità di introdurre il VAR anche nella fase a gironi della competizione e non solo dalla fase a eliminazione diretta in poi. Troppi infatti gli errori arbitrali, o presunti tali, che hanno condizionato Bayern Monaco-Roma e soprattutto Real Madrid-Chelsea.
A Monaco - Nella sfida delle giallorosse ad aver acceso le polemiche è stato il gol del vantaggio delle bavaresi dove sarebbero da rivedere l’intervento di Viggorsdottir sulla punizione dalla trequarti (tocca di spalla o col braccio?) e la posizione di Damnjanovic che poi corregge in porta il pallone toccato dalla compagna. L’episodio è visibile al minuto 01:20 del video in calce. In più, come se non bastasse, l'autrice del vantaggio Damnjanovic rimane impunita quando attenta alla caviglia di Lucia Di Guglielmo. Un'entrata col piede a martello sotto gli occhi, anch'essi perfidi, del quarto ufficiale Abigail Byrne, meritevole di un potenziale cartellino rosso, che non viene sanzionato né come fallo, né con un cartellino giallo.
A MADRID - In Spagna invece sono due gli episodi al centro della discussione. Il primo è il rigore concesso alle padrone di casa al 79° che è valso il pareggio: Jessie Fleming infatti atterra Athenea del Castillo lanciata a rete che cade dentro l’area di rigore. Il fallo però, come si può notare al minuto 05:25 del video, avviene fuori area, ma né l’arbitra della gara né la sua assistente se ne avvedono. Poco dopo, nei minuti finali, altre polemiche per il gol annullato al Chelsea per un fuorigioco a Niamh Charles che da tutti i replay sembra partire in posizione assolutamente regolare. C’è però da valutare la posizione di Kerr che appare in fuorigioco al momento del lancio e prende parte all’azione (minuto 07:50).
LA REAZIONE - L’allenatrice del Chelsea Emma Hayes nel post gara ha usato infatti parole di fuoco su quest’ultimo episodio nell’intervista dopo la gara: “È imbarazzante. Ho dovuto verificare perché non è stato consentito. È stata Niamh? No. È stata Sam Kerr]a interferire con il portiere? Era a circa sette metri di distanza, neanche lontanamente vicino al portiere. Non riesco a capire assolutamente la decisione. - continua l’allenatrice - Penso che siamo stati derubati di quella che era una partita da 3-1. Pensavo che avessimo il controllo dopo il primo gol e che avessimo dominato la partita.”
PROBLEMA COSTI E IMPIANTI - A frenare le legittime, e giustificate, richieste di introdurre la tecnologia anche nelle prime fasi di questa competizione ci sono due fattori legati fra loro: le squadre femminili quasi sempre giocano in impianti minori - come la Roma al Tre Fontane o spesso nello stadio più grande del proprio centro sportivo come succede per Real Madrid, Barcellona, Chelsea e lo stesso Bayern Monaco - dove la tecnologia al momento non è implementata. Bisognerebbe dunque adeguarli ulteriormente e dotarli di tutte le strutture necessarie (telecamere, sala VAR, schermi ecc ecc) per poterne usufruire. Un problema anche di costi che andrebbe a pesare soprattutto sui club minori che partecipano alla Champions League e che magari non hanno alle spalle società maschili più ricche che possono sopportare meglio determinati costi. In questo caso la UEFA potrebbe pensare a un aiuto visto che il ripetersi di determinati errori va a incrinare anche la credibilità di tutto il movimento e di chi tira le fila del gioco.






