Una Champions da sogno: a Napoli lo spettacolo continua! E all’Inter continua la convinzione…
La festa in Champions, di mercoledì sera, è totale. Il Napoli festeggia la qualificazione già ottenuta con un’altra prova straordinaria: 3-0 senza mai soffrire, una partita maiuscola, 16esimo marcatore diverso in stagione (Ostigaard), un attacco dove girano tutti e dove segnano tutti. Spalletti quando dice che ha tanti giocatori titolari dice la verità. Quando parla di titolari da 60 e 30 minuti ha spiegato - a noi fuori dello spogliatoio - qual è lo spirito della squadra, qual è la mentalità. Sono tutti felici, con il sorriso stampato in faccia. Sanno che stanno facendo qualcosa di straordinario, di non previsto (almeno non così) ad inizio stagione. Pensate soltanto a stasera: tridente mai visto, non certamente dall’inizio. Lo scorso anno dicevamo che il Napoli dipendeva da Osimhen. Quest’anno si è aggiunto Kvara, e allora abbiamo detto che il Napoli poteva dipendere anche dal georgiano. Stasera non ha giocato nessuno dei due, ma il Napoli ha giocato con una sicurezza e una scioltezza da grande squadra. Con una maturità incredibile, con una solidità che dopo appena 3 mesi di stagione è sorprendente. Sa giocare sulla profondità e sullo stretto, sulle fasce e con le imbucate. Solo applausi, meritatissimi. A Spalletti, a Giuntoli e alla società. Perché le cose quando funzionano, significa che hanno funzionato per tutti. E a tutti i livelli. Questo equilibrio e questa qualità tenerli per tutta la stagione sarà la grande sfida del Napoli. Per continuare ad essere così protagonista.
La festa della Champions era iniziata con l’Inter. Doveva prendersi la qualificazione e lo ha fatto. Se il Napoli aveva un girone complicato, l’Inter aveva un girone terrificante. Si è qualificata con un turno di anticipo. Merito delle due gare contro il Barcellona, è vero. Ma poi la qualificazione è arrivata stasera e come tutti sanno in Champions non c’è una partita facile. Ma l’Inter ha cambiato faccia, proprio grazie alla Champions. Quello che non è riuscito ad altri.
Hanno preso consapevolezze. E ora l’Inter è tornata sicura di sé stessa. Una squadra che riesce a imporre il proprio ritmo, le proprie giocate. Che - a proposito di insostituibili - è riuscita a fare a meno di Brozovic nel momento più delicato della stagione. In queste ultime due partite ci ha pensato Mikhtaryan. Ultimo gol a Firenze, primo in Champions quello che ha stappato la gara. Che ha tolto l’Inter dall’imbarazzo, che magari poteva crescere con il passare dei minuti. L’Inter ora in questo rush finale della prima parte del campionato sa che deve accorciare, sa che i bonus in campionato se li è già giocati. E deve recuperare. Ma sa che il recupero non è più una chimera, non è più una mission impossible.
E così, se la giornata di martedì era stata in chiaro scuro per le italiane, ci ha pensato il mercoledì a far tornare il bel tempo. Due qualificate. In attesa che il Milan completi il suo percorso, dopo aver messo il bollino in una gara in cui poteva aver tutto da perdere. E invece ha vinto in scioltezza, con quei principi che Pioli già da due anni ormai ha inculcato nella sua squadra. Le partite contro il Chelsea avevano - forse - lasciato delle scorie. Il Milan ha questa capacità straordinaria di andare sempre oltre. Di dimenticare la partita appena finisce, sia se vada bene che meno bene. Per aggredire di nuovo l’avversario, dal primo minuto.
L’unica nota stonata è - evidentemente - la Juventus. Aveva - sulla carta - un girone alla portata. Esce con una giornata di anticipo. Ne hanno parlato tanti dei motivi per cui la Juve è crollata così. Ci vorrebbe (anzi non basterebbe) un editoriale intero per sviscerare i punti. Ci limitiamo alla cronaca. Nell’anno in cui le italiane tornano ad alzare la testa in Champions, proprio chi aveva tenuto in mano la bandiera negli anni passati ha mollato la presa.






