Mercato "con pochi soldi", il consiglio su Gila, "Lotito meno parla e meglio è": Lazio, ecco Gattuso
Gennaro Gattuso inaugura ufficialmente la sua avventura sulla panchina della Lazio con un messaggio che sintetizza perfettamente il momento del club: "C'è da mettere l'elmetto". Nella conferenza stampa di presentazione, il nuovo tecnico biancoceleste ha mostrato entusiasmo ma anche piena consapevolezza delle difficoltà che lo attendono. "Sono orgoglioso di essere qui. Quando il direttore e il presidente mi hanno chiamato mi hanno spiegato la situazione e sapevo benissimo a cosa andavo incontro. Il mio obiettivo è mettere in campo una squadra che sudi la maglia e rispetti la storia della Lazio", ha dichiarato. Gattuso ha spiegato di aver accettato proprio perché attratto dalla sfida: "La mia storia dice che dove c'è casino io mi sento a mio agio. Ho il fuoco dentro e sono queste le situazioni che mi fanno sentire vivo".
Mercato, Gila e la filosofia di gioco
Il nuovo allenatore ha parlato anche delle necessità della rosa e della strategia sul mercato. "Ci serve sicuramente un difensore centrale, è il segreto di Pulcinella. Gila è andato via e dovremo intervenire, ma prendere tanto per prendere non mi piace. Abbiamo poche risorse e quei soldi vanno spesi bene", ha spiegato. Sullo spagnolo ha aggiunto: "Se fosse stato per Fabiani e Lotito sarebbe rimasto, ma sono stato io a convincerli. Chi non vuole restare non deve farlo. Mario è stato onesto, mi ha raccontato la situazione e ho capito che era arrivato il suo momento". Dal punto di vista tattico, Gattuso ha annunciato qualche cambiamento rispetto al passato: "Vorrei una linea difensiva più alta e aggressiva, diversa da quella vista con Sarri, che rispetto tantissimo".
"Nessun alibi, dobbiamo riportare entusiasmo"
Gattuso ha poi affrontato il delicato tema della contestazione dei tifosi e dell'Olimpico che rischia di essere meno caldo del solito: "L'assenza del pubblico non dovrà diventare un alibi. Se ne parlassi ogni giorno farei solo un favore ai giocatori. Dovremo rispettare i tifosi con il lavoro e con le prestazioni. Voglio entrare nella testa dei miei calciatori, creare senso di appartenenza e responsabilità. Ho bisogno che i compagni si dicano le cose in faccia, che si responsabilizzino a vicenda. La Lazio ha ancora leader come Marusic, Zaccagni e Cataldi: dovranno aiutarci a costruire un gruppo forte. Solo così potremo riportare entusiasmo e rendere orgogliosi i nostri tifosi", ha concluso il tecnico biancoceleste.






