L'impatto di Iling contro il Benfica non fa altro che rimarcare gli errori della gestione di Allegri
Il paradosso di questa fallimentare notte per la Juventus è che l'impatto avuto da Samuel Iling-Junior contro il Benfica, non fa altro che rimarcare le scelte sbagliate di Massimiliano Allegri. Perché l'inglese classe 2003 entra con le Aquile che erano rimaste a far festa, sicché il modo in cui salta Bah, in cui propizia due reti, sono sì un modo di esaltarne il valore ma da commisurare nel momento. E nelle scelte dell'allenatore. Che lo ha inserito in una notte così importante insieme a Matias Soulé per far rifiatare Dusan Vlahovic e Filip Kostic.
Antonio Silva contro Federico Gatti
In Italia non si punta sui giovani, è un dato di fatto, e il paradosso è che Antonio Silva, diciotto anni, ha sovrastato Federico Gatti che a ventiquattro, arrivato dal Frosinone, è considerato un giovanotto in Serie A. Storie del nostro pallone. Per questo l'impatto di Iling non va ascritto ai meriti dell'allenatore, bensì è solo un altro punto per sottolineare quanto il nostro paese sia distante dal dar fiducia ai ragazzi. Dal considerarli uomini pronti a cambiare un progetto, e invece no. E invece i senatori, chi nel calcio ha già dato ed è in fase calante ma ha la carta d'identità dalla sua.
La Juventus è fuori dalla Champions
Gettare Iling allo sbaraglio, dall'inizio, sarebbe stato un errore clamoroso, ça va sans dire. I ragazzi devono essere inseriti in un contesto che funziona, un passo dopo l'altro, ma con coraggio. Facendoli sbagliare e non togliendoli alle prime mareggiate, come fatto dalla Juventus con Fabio Miretti. Così la storia si ripete, ancora e ancora. In Italia i giovani sono solo un tappabuchi, una soluzione di necessità, non di virtù. E intanto il Benfica trionfa. E la Juventus è fuori dalla Champions League.






