Mancini ci riprova: punta al massimo quando tutti hanno paura del clamoroso fallimento
Oggi come oggi, è difficile pensare a un Italia che possa dominare al Mondiale. E' vero che siamo i campioni d'Europa, ma cosa è accaduto dopo la magica notte di Wembley? E in che condizione arriviamo a questi play-off? L'Italia affronterà giovedì sera la Macedonia senza la sua difesa titolare: infortunati i terzini, forse disponibili per la seconda Chiellini e Bonucci. Situazione meno problematica dal centrocampo in su. Però Barella come Insigne, uomini chiave delle grandi notti europee, non sembrano i giocatori ammirati a luglio. Non c'è Chiesa, Verratti è reduce da una cocente eliminazione dalla Champions come Donnarumma. E Jorginho, sulle spalle, si porta il peso del primo posto fallito nel girone a suon di rigori sbagliati.
Insomma, le prospettive non sono rosee. I recenti pareggi tutt'altro che incoraggianti. Eppure Mancini ieri è andato oltre i play-off: "Vogliamo vincere il Mondiale. E se vogliamo vincere il Mondiale, dobbiamo vincere queste due partite".
È sembrato di riascoltate le conferenze stampa pre-Europeo, quando Mancini non era meno ottimista e ambizioso nonostante la situazione non fosse poi così diversa. L'Italia era reduce da un Mondiale non disputato e la situazione deficitaria a livello di club era simile a quella di oggi. Eppure lui ci credeva alla vittoria dell'Europeo e lo diceva quando era l'unico a farlo.
Ieri s'è sentita un po' la stessa musica e si spera, ovviamente, che il finale possa essere lo stesso. Ad oggi, il discorso di Mancini appare visionario. Ancora una volta. La realtà ci dice che è già ambizioso pensare di esserci in Qatar, tra otto mesi.
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