Per voltare pagina bisogna andare oltre i ricordi dell'Europeo. E vedere cosa siamo oggi
Dopo l'Europeo l'Italia ha vinto tre partite. Ha battuto la Lituania e poi ha vinto gli inutili match contro Belgio e Turchia, quest'ultima una partita arrivata dopo una delle più grandi disfatte della storia del calcio italiano. Poi gli Azzurri di Mancini hanno pareggiato contro Bulgaria, Nord Irlanda e due volte contro la Svizzera. Hanno perso contro la Spagna, hanno gettato via il pass Mondiale contro la modesta Nord Macedonia e hanno perso di nuovo ieri sera, un netto e meritato 0-3 contro l'Argentina.
L'Italia oggi è questa e raccontarci ancora che meno di un anno fa abbiamo vinto l'Europeo non ci aiuterà a uscire da un momento difficile, a venire fuori da mesi in cui - partita dopo partita - abbiamo smarrito noi stessi senza nemmeno capire come. Più ci dicevamo che in fondo non era cambiato nulla, che quando volevamo potevamo tornare quelli della scorsa estate, più perdevamo di vista la realtà. Perché quella squadra è ben presto svanita: schiacciata dal peso della stanchezza, sopraffatta da un'analisi troppo superficiale.
La dea bandata dopo la finale contro l'Inghilterra s'è senza dubbio voltata dall'altro lato e certo che c'è anche questo aspetto. Ma per troppo tempo abbiamo pensato fosse l'unico motivo delle mancate vittorie e quando a Belfast, probabilmente per la prima volta, abbiamo capito che non eravamo più gli stessi dell'Europeo la valanga era già impossibile da fermare.
E quindi? Innanzitutto dobbiamo guardare in faccia la realtà, ovvero che - seppur campioni d'Europa - per la prima volta nella storia del nostro calcio non siamo andati al Mondiale per due volte consecutive. E che quest'ultima volta non siamo stati eliminati dalla Spagna, ma da Svizzera e Nord Macedonia. Dobbiamo prendere atto del fatto che questa squadra non sa più segnare e ora fa anche fatica a costruire. Che non funziona l'attacco, ma anche il centrocampo va rivisto. Bisogna voltare pagina, chiudere definitivamente le porte alla riconoscenza. "Ripartire adesso sarà ancora più difficile perché molti dei giocatori da cui ripartiremo nemmeno giocano in Serie A", ha detto ieri il ct. Analisi corretta, lo si dice da tempo, ma fu proprio il coraggio di Mancini a dar vita al ciclo delle 37 gare senza sconfitte e dell'Europeo vinto. Quel coraggio che negli ultimi mesi è mancato, producendo non pochi danni.






