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Ripartire dall'idea di Chiellini: perché a un certo punto ci siamo vergognati di noi stessi?

Ripartire dall'idea di Chiellini: perché a un certo punto ci siamo vergognati di noi stessi? TUTTOmercatoWEB
Raimondo De Magistris
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Raimondo De Magistris
martedì 31 maggio 2022, 08:00Il corsivo

Inimmaginabile. Così Giorgio Chiellini ieri, nell'aula magna di Coverciano, ha commentato una carriera che domani sera vivrà il suo atto conclusivo. Almeno con la maglia della Nazionale. Senza il Mondiale, il Capitano ha deciso di dire addio in quello stadio che a Chiellini evoca i ricordi più dolci della sua carriera. "All'Europeo abbiamo sempre fatto bene, ma vincerlo è un'altra cosa. Resteremo sempre fratelli". Non era nemmeno scontato ci fosse la scorsa estate e invece proprio quell'Europeo fu la benzina necessaria per siglare un rinnovo biennale con la Juventus. Perché un anno fa che l'Italia non avrebbe poi partecipato al Mondiale era impensabile: però noi, si sa, siamo la Nazionale delle inattese vittorie e delle clamorose debacle e quella di Palermo ha davvero pochi precedenti. A quel punto, Chiellini ha maturato l'idea di concludere alla fine di questa stagione: almeno in Italia, proseguendo - come probabilmente accadrà - un altro anno a Los Angeles. Lascia la Nazionale uno dei più grandi difensori della storia del nostro calcio. Domani arriverà a quota 117 presenze, come De Rossi: il quarto giocatore con più partite con la maglia azzurra. Un avventura iniziata quando Chiellini aveva 15 anni e conclusa oltre 20 anni dopo.

Nella sua ultima conferenza stampa a Coverciano, da capitano dell'Italia, Chiellini ha però anche lanciato un messaggio. L'ha fatto dopo aver reso sublime il ruolo di marcatore. Non vergogniamoci della nostra storia è il ragionamento che sottende le sue parole. Perché la nostra è una storia fatta di grandi difensori, di imprese stoiche. Abbiamo sempre vinto così, anche un anno fa: con Donnarumma miglior calciatore della competizione, con Chiellini-Bonucci muro a tratti invalicabile. Ma l'ha fatto così anche la Roma in Conference o Ancelotti, a Madrid. "Sicuramente abbiamo un grande potenziale che non possiamo disperdere. Io sono cresciuto vedendo Fabio Cannavaro che, secondo me, è stato il più grande marcatore. Non dobbiamo perdere il piacere del contatto con l'avversario, con l'attaccante. Bisognerebbe mettere nei settori giovanili qualche difensore vecchio stampo", ha detto Chiellini. Parole da scalfire nella pietra, da cui ripartire. Una specificità che non vuol dire girarsi dall'altro lato e non seguire l'evoluzione del calcio. Ma tra l'evolversi e seguire mode che non ci appartengono c'è una bella differenza e noi, tra un tiki-taka e l'altro, negli ultimi anni abbiamo troppo spesso messo da parte il nostro punto di forza.

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