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Messico-Inghilterra 2-3, le pagelle: brilla Bellingham, male Quansah. Quinones c'è

Messico-Inghilterra 2-3, le pagelle: brilla Bellingham, male Quansah. Quinones c'è TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Tommaso Maschio
autore
Tommaso Maschio
Oggi alle 05:18Mondiali 2026

Risultato finale: Messico-Inghilterra 2-3

MESSICO (a cura di Stefano Scarpetti)
Rangel 6 - Bellingham gli fornisce i primi dispiaceri del mondiale, per il resto non viene chiamato ad interventi di rilievo

Sanchez 5.5 - Interpreta la gara sul piano del ritmo e dell’aggressività. Non segue Bellingham in occasione del primo gol, condividendo le responsabilità con i compagni della difesa. Dal 79’ Fidalgo s.v

Montes 5.5 - Come i compagni di squadra si fa trovare impreparato sui perfetti inserimenti di Bellingham che generano il doppio vantaggio dell’Inghilterra. Dal 46’ Alvarez 5.5 Sanguinoso l’errore che permette a Gordon di guadagnarsi il rigore.

Vasquez 6 - Non ha responsabilità specifiche sulle tre reti dell’Inghilterra. Spesso accompagna la manovra dando il suo sostegno nella metà campo inglese.

Gallardo 6 - Gordon lo mette in difficoltà attraverso il suo movimento tra le linee. Riesce a limitare l’avversario dando il suo apporto in fase offensiva.

Romo 5.5 - Subisce la pressione portata dai centrocampisti avversari. Non riesce a dare ritmo alla manovra, rendendosi protagonisti di alcuni errori negli appoggi. Dal 61’ Gimenez 5.5 La buona volontà non gli manca ma non riesce ad incidere. Finisce una stagione disastrosa con un infortunio nel finale.

Lira 6 - Cuore e polmoni al servizio della squadra. Suona la carica nel momento di maggiore difficoltà dei messicani.

Mora 5 - Non parte male l’astro nascente del Messico. Con il passar del tempo finisce imprigionato nel traffico, subendo la pressione dei dirimpettai avversari. Dal 61’ Gutierrez 6 Bravo a guadagnarsi il rigore e a dare maggiore linfa e dinamismo ai suoi.

Quinones 7 - Va in gol alla prima occasione utile riaprendo i giochi alla fine del primo tempo. Mette al servizio la sua fisicità e la fantasia per mettere in difficoltà gli inglesi. Dal 80’ Martinez s.v

Jimenez 6.5 - Ci vogliano tre grandi interventi di Pickford per negargli la gioia del gol su azione. Trasforma il rigore che fornisce speranza ai suoi di portare la partita ai supplementari.

Alverado 6 - Non riesce mai ad accendersi, viene contenuto molto bene da Oreally. Nel finale sbaglia un infinità di cross.

Javier Aguirre 6 - Il voto è una media tra il percorso della squadra e la prestazione odierna. La sua squadra fatica a dare ritmo e profondità esponendosi alle ripartenze dell’Inghilterra. Poteva attaccare meglio in superiorità numerica.

INGHILTERRA (a cura di Tommaso Maschio)
Pickford 7- Sui due gol non può fare molto, ma nel primo tempo era stato strepitoso due volte su Jimenez negandogli il gol. Qualche uscita un po' avventata, ma la sua prestazione resta più che positiva.

Quansah 4 - Schierato un po' a sorpresa al posto di Spence risponde presente cercando di limitare il più possibile lo spauracchio Quinones spesso con l’aiuto di Rice o Saka. Poi rovina la sua prestazione con un intervento duro, per quanto non volontario, che gli costa il cartellino rosso rischiando di compromettere il cammino dei suoi compagni.

Konsa 6 - Fa molta fatica contro un Jimenez in palla che in più di un’occasione crea problemi dalle parti di Pickford. Chiude da terzino destro dando una mano a respingere gli assalti finali del Messico usando anche il fisico.

Guehi 6 - Gara senza grandi sbavature sia sui palloni alti sia su quelli bassi.

O’Reilly 6 - Piuttosto timido nel primo tempo quando bada soprattutto a difendere la sua area di competenza affondando poco in avanti. A inizio ripresa si fa vedere colpendo anche un palo prima di lasciare il campo al compagno. dal 73° Spence 6 - Gioca a sinistra, e non a destra, e resta molto bloccato vista la situazione in cui si trova la sua squadra. Non sempre bello da vedere, ma sicuramente efficace in un paio di occasioni.

Anderson 5,5 - Tanto lavoro oscuro in mezzo al campo per limitare le giocate avversarie, rubare palloni e dare un’organizzazione di gioco all’Inghilterra. Dal 73° Burn 6 - Va a centro area ad alzare il muro per respingere gli assalti degli avversari facendo valere il proprio fisico.

Rice 6 - Ammonito dopo 30’’ non si lascia condizionare e tiene in mano il centrocampo inglese con la solita grinta e intelligenza che lo contraddistingue.

Saka 6 - Qualche buono spunto in avanti, come quello da cui nasce il primo gol inglese, ma anche tanto sacrificio nei ripiegamenti difensivi per limitare Quinones. Esce dopo l’espulsione del compagno in difesa. Dal 56° Stones 6 - Entra per alzare il muro davanti a Pickford dopo l’espulsione del compagno. Nell’ultima palla del match rischia un clamoroso autogol che avrebbe voluto dire supplementari, ma il pallone finisce di un soffio a lato.

Bellingham 7,5 - Strappa la partita con un uno-due nell’arco di un minuto che mette in discesa la gara per l’Inghilterra. In entrambi i gol dimostra grandi tempi di inserimento e capacità di leggere la giocata dei compagni per battere a rete. Nel finale, come tutti, si sacrifica in fase di copertura cercando comunque di alleggerire la pressione avanzando e tenendo palla per far scorrere il tempo.

Gordon 6 - Gara di grande sacrificio sulla fascia per dare una mano anche ai compagni in difesa. Davanti si accende raramente, ma quando lo fa è sempre pericoloso e così guadagna un calcio di rigore fondamentale per l’Inghilterra.

Kane 6,5 - Forse non la sua miglior prestazione con la maglia inglese, anche perché viene servito poco, ma mette comunque a referto un assist e un gol, su calcio di rigore. L’unica macchia è per il fallo da rigore che permette al Messico di riaprire la gara. Dall’89° Rodgers Sv - Entra nel finale per far respirare il capitano e aiutare maggiormente in fase difensiva visti gli assalti del Messico.

Thomas Tuchel 6 - La mossa Quansah non lo premia e anzi gli complica la vita con l’espulsione evitabile. La sua squadra per lunghi tratti appare passiva, in difficoltà contro il pressing degli avversari, con i due esterni offensivi spesso a raddoppiare in fase di ripiegamento. La vince grazie alla qualità dei singoli e alla determinazione di un squadra che getta il cuore oltre l’ostacolo e sogna ancora di poter riportare a casa un trofeo che manca da 60 anni.

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