Mohamed Salah chiuderà col passato: gli ultimi balli prima di un nuovo futuro
The Last Dance. Anzi, più di una. Perché questo 2026 è stato l'anno degli ultimi balli, per Mohamed Salah, in attesa dei prossimi valzer della carriera. Per il Faraone, il Mondiale ha il sapore delle grandi occasioni e, probabilmente, anche degli ultimi capitoli. Dopo nove stagioni leggendarie al Liverpool, l'egiziano ha salutato Anfield lasciando un'eredità enorme: oltre 250 gol, trofei in Inghilterra e a livello internazionale, oltre che la consacrazione tra i più grandi giocatori della storia del club. Un addio che chiude un'epoca e apre una delle estati più intriganti del mercato mondiale.
Prima il dovere
A 34 anni Salah resta il punto di riferimento assoluto della nazionale egiziana. Il commissario tecnico Hossam Hassan gli ha affidato ancora una volta le chiavi della squadra, che sogna di superare per la prima volta nella propria storia certi limiti storici al Mondiale. Per l'ex Roma e Liverpool sarà verosimilmente l'ultimo appuntamento Mundial della carriera e tutto il Paese si affida alla sua leadership dentro e fuori dal campo. Non è soltanto il miglior giocatore dell'Egitto: è il simbolo di una generazione e il mentore dei giovani che stanno emergendo nella selezione africana.
Poi il futuro
Salah ha scelto di rinviare ogni decisione dopo il Mondiale, prendendosi il tempo necessario per valutare le offerte sul tavolo. L'opzione saudita resta concreta e da anni rappresenta la destinazione più chiacchierata, inevitabilmente anche per questioni religiose, ma non è l'unica. Alcuni club europei potrebbero pensare a un colpo a parametro zero per aggiungere esperienza, qualità e visibilità internazionale al proprio progetto. E l'Italia? Un ritorno non è impossibile. A Firenze e soprattutto a Roma ha lasciato ricordi eccellenti, ma oggi soltanto società con grande disponibilità economica potrebbero sostenere un'operazione di questo livello. E in Italia sappiamo bene i nostri limiti e paletti e conti coi conti... Prima, però, c'è il Mondiale. Del domani, ancora, non v'è certezza. O forse sì. Ma è custodita nei segreti del cuore, e della testa, del Faraone Mohamed.






