Questi Mondiali saranno i più inquinanti della storia: scatta l'allarme sulle emissioni
A poche ore dal via del Mondiale 2026 emerge un tema destinato a far discutere ben oltre il rettangolo verde. Secondo un'analisi realizzata da Greenly, piattaforma specializzata nella contabilità del carbonio, la rassegna ospitata da Stati Uniti, Canada e Messico potrebbe diventare l'edizione più impattante della storia sotto il profilo ambientale.
Lo studio stima infatti circa 7,8 milioni di tonnellate di emissioni di CO₂ equivalenti, un dato superiore di oltre il doppio rispetto a quello registrato nel torneo del 2022 in Qatar. A incidere in modo determinante sarebbero soprattutto le enormi distanze tra le sedi di gara e l'aumento del numero di squadre partecipanti, salite da 32 a 48.
Secondo Greenly, ben l'87% dell'impronta carbonica complessiva sarebbe legata agli spostamenti dei tifosi. I soli viaggi degli spettatori genererebbero oltre 6,8 milioni di tonnellate di emissioni, un valore paragonabile all'impronta ecologica annuale di circa 725.000 persone, equivalente alla popolazione di una città come Marsiglia. Gli spettatori provenienti dall'estero inciderebbero per il 74% delle emissioni legate ai trasporti, con una percorrenza media stimata di 19.400 chilometri tra andata e ritorno.
Diversamente dal Qatar, dove il peso maggiore era legato alla costruzione di nuovi impianti, nel 2026 l'utilizzo prevalente di stadi già esistenti ridurrà sensibilmente quell'impatto. Greenly ha inoltre ricordato gli obiettivi ambientali annunciati dalla FIFA negli ultimi anni, evidenziando come non siano stati fissati target specifici per la Coppa del Mondo.
Tra le possibili soluzioni indicate figurano tornei più compatti dal punto di vista geografico, una maggiore promozione dei trasporti sostenibili e una migliore organizzazione della mobilità dei tifosi. Un tema che, secondo gli autori dello studio, dovrà accompagnare sempre più da vicino il futuro dei grandi eventi sportivi internazionali.






