Perché la Norvegia non è un miracolo. 5 milioni di abitanti e Fenomeni in ogni sport
L'Italia ne sa qualcosa, adesso fa male anche a un italiano all'estero: Carlo Ancelotti, commissario tecnico del Brasile, cacciato fuori agli ottavi di finale del Mondiale dalla Norvegia. Che s'è aggrappata sulle spalle di Erling Braut Haaland e sulle giocate di Martin Odegaard, senza grandi giri di parole, senza questi due sarebbe una Nazionale molto più normale. Solo che ce li ha, se li è cresciuti, coccolati, coltivati. E con 5,6 milioni di persone e con una densità bassissima, non si può certo definire un miracolo. La Norvegia è frutto di programmazione, perché se è vero come è vero che il talento si costruisce dal basso, ecco che serve guardare proprio lì. Nelle scuole.
I migliori sportivi di Norvegia
Mica solo Erling Haaland, il centravanti più forte del mondo,c he a frantumato ogni record di gol in Premier League con il Manchester City e trascina regolarmente la sua Nazionale. Al femminile c'è la più grande marcatrice della storia della Champions League, Ada Hegerberg, solo che serve qui andare qualche anno più indietro. E allora guardiamo l'atletica. C'è il fenomeno del mezzofondo, Jakob Ingebritsen, oro olimpico nei 1500m e pluricampione mondiale ed europeo. Insieme ai fratelli Henrik e Filip ha riscritto le gerarchie della corsa veloce su resistenza. Karsten Warholm con l'oro dei 400 ostacoli a Tokyo, ha scritto una delle più grandi imprese dell'atletica moderna, abbattendo il muro dei 46 secondi. E mica solo mezzofondo, c'è pure il decathlon, l'oro di Parigi Markus Rooth ne è la massima espressione. Uno dei più grandi sportivi al mondo è stato il Re delle ultime Olimpiadi italiane di Milano-Cortina, Johannes Klaebo, poi il biathleta Johan-Olav Botn. Atle Lie McGrath è reduce dalla vittoria della Coppa del Mondo di slalom, ce n'è poi per il beach volley addirittura con Christian Sorum e Anders Mol, e pure per gli scacchi con Magnus Carlsen, finanche nel triathlon e iron man (Kristian Blummenfelt e Gustav Iden).
Lo sport e le scuole
Nessun voto, nessuna classifica, nessuna selezione. Fino ai 10 anni lo sport è psicomotricità e il postscuola, il SFO (Skolefritidsordning) è attivo fino alla quarta. I club sportivi locali sono però parte integrante delle ore di attività nelle scuole e, last but not least, le attività completamente gratuite e le attrezzature vengono prestate dalla scuola o dai club. Questo serve ad azzerare le barriere economiche e a garantire che ogni bambino (indipendentemente dal reddito familiare) provi diversi sport (calcio, sci, atletica, ginnastica) senza l'obbligo di specializzarsi. Dagli 11 ai 15 anni viene sempre curata e promossa la multidisciplina per imparare e abituarsi a più sport. Sono nate anche scuole medie a indirizzo sportivo, non per creare campioni precoci ma per insegnare ai ragazzi a gestire il proprio corpo, bilanciando studio e attività fisica. Una volta superata la soglia dei 13 anni, gli atleti più promettenti entrano nell’orbita dell’Olympiatoppen, il centro nazionale fondato dopo le Olimpiadi di Lillehammer del 1994. Lo snodo per lo sport di elite avviene anche alla scuola superiore. In Norvegia esistono i licei a indirizzo sportivo (Idrettsfag) e accademie specializzate sovvenzionate dallo Stato (come il famoso WANG Toppidrett o il Norges Toppidrettsgymnas).
Cosa sono gli Idrettsfag e il ruolo del NIF
Questi licei ricoprono un ruolo fondamentale. I ragazzi studiano biomeccanica, allenamento, nutrizione, psicologia dello sport. Orari flessibili, scuola e sport che lavorano in parallelo, a seguire idealmente il passaggio finale è l'Università di Scienze dello Sport, un centro dove futuri allenatori e scienziati dello sport studiano metriche e metodi applicati poi agli atleti d'elite. Non solo. In Norvegia il NIF (Norges idrettsforbund og olympiske og paralympiske komité, l’ente che governa tutto lo sport in Norvegia) gestisce tutto, coordinando le 54 federazioni. Un percorso lineare, una storia non casuale. Ecco come nascono gli Haaland.






