Gruppo A, il Senegal ai raggi X: la tegola Mane ha compattato il gruppo. Cisse l'istituzione
Come la prima storica vittoria in Coppa d'Africa, anche la qualificazione ai Mondiali è arrivata ai rigori e sempre contro l'Egitto. Una sfida epica contro i Faraoni, condita da numerose polemiche a seguito dei laser che dagli spalti puntavano a Salah e compagni. Girone propedeutico ai playoff invece superato in scioltezza, ottenendo 16 dei 18 punti disponibili contro Togo, Namibia e Congo. Ismaila Sarr è il miglior marcatore assieme a Sadio Mane, stella indiscussa che rischia però di essere spettatrice al torneo.
La formazione tipo Aliou Cissé è passato dalle qualificazioni giocate col 4-2-3-1 a un 4-3-3 con ali velocissime e un centrocampo di sostanza. E che ha fruttato la vittoria in Coppa d'Africa.
Senegal (4-3-3): Mendy; Sabaly, Koulibaly, Diallo, Ballo-Touré; Mendy, Gueye, Kouyate; Jackson, Dia, Sarr.
Il commissario tecnico: Aliou Cissé - Istituzione del calcio senegalese, capitano della nazionale che stupì il mondo del 2002, ct della prima Coppa d'Africa vinta dai Leoni di Taranga. La sua è una storia commovente da raccontare, un uomo che nella vita ha dovuto convivere con la tragedia di un naufragio nel 2002 che ha portato alla morte di gran parte dei suoi familiari. Il suo dolore è stato trasformato in energia, riversata sul calcio. Un uomo forte, amato dai suoi giocatori e dal suo popolo e che è stato in grado di compattare un gruppo contribuendo a costruire la nazionale più forte d'Africa. 46 anni, è l'unico a poter dire di poter partecipare a tutti i tre mondiali: uno da giocatore, due da selezionatore.
Ottima spina dorsale e gruppo compatto. La concentrazione, il solito problema
L'infortunio della stella del Bayern è un colpo durissimo ma il popolo senegalese si è compattato ancora di più nella difficoltà. L'ossatura nel complesso è buona con un leader per reparto: Mendy fra i pali, Koulibaly al centro della difesa, Gana Gueye in mediana. Con Mane convocato ma delle scarse possibilità d'impiego, le speranze per i gol sono riposte in Boulaye Dia, giocatore capace di spaccare le partite. Il punto debole è sempre il solito, irriducibile e sempre fatale per ogni squadra africana nelle competizioni mondiali: la concentrazione. Nelle competizioni brevi allentare un minimo la tensione fa la differenza, anche quel cartellino giallo in più che quattro anni fa costò carissimo.
Subito lo scontro diretto
Il Senegal se la vedrà subito con l'Olanda, per capire il suo valore. La partita sarà l'ago della bilancia, se si supera l'ostacolo oranje la strada sarà in discesa. Gli eventuali ottavi di finale presenterebbero una fra Inghilterra, Stati Uniti, Galles e Iran.
21 novembre, Senegal-Olanda
25 novembre, Qatar-Senegal
29 novembre, Ecuador-Senegal






