Gruppo C, l'Arabia Saudita ai raggi X: buona difesa, serve per evitare imbarcate
Una buona difesa ha permesso all'Arabia Saudita di arrivare prima nel girone con Giappone e Australia, al netto della sconfitta proprio con i nipponici che è arrivata solamente quando c'era già praticamente la certezza della qualificazione. Prima era stata la solidità a fare la differenza, visto che molte gare sono terminate per 1-0.
Undici tipo - L'utilizzo del modulo è abbastanza riconoscibile, visto che è un 4-2-3-1 con un doppio mediano davanti alla difesa, anche se in quella zona si alternano 3-4 giocatori, così come sulla linea dei trequartisti. Da capire se pure al Mondiale proveranno a utilizzare questo modulo o se saranno più coperti in un 4-5-1.
(4-2-3-1) Al Owais; Al Ghanam, Al Amri, Madu, Alshahrani; Kanno, Al Maliki; Alnaji, Alfaraj, Aldawsari; Albrikan.
Ct - Hervé Renard è una certezza quando si tratta di allenare nazionali, visto che è alla quinta panchina con due esperienze con lo Zambia. Ha vinto due Coppe d'Africa, una proprio con lo Zambia, l'altra con la Costa d'Avorio ed è da luglio 2019 il commissario tecnico dell'Arabia Saudita.
Punto forte e punto debole - Sulla carta - e per quanto visto contro la Croazia nell'ultima partita pre Mondiale - i sauditi hanno una buona difesa. Ma la coperta è corta, perché poi sarà difficile ribaltare l'azione e crescere sul campo, arrivando dall'altra parte.
Calendario - Non il più semplice del mondo per i sauditi, visto che l'esordio è da crash test contro l'Argentina. Quattro giorni dopo ci sarà la Polonia, altri quattro ed è il turno del Messico. Un girone non proprio semplicissimo da cui uscire, anche se molto dipenderà dalla tenuta difensiva.
22/11 h11 Argentina-Arabia Saudita
26/11 h14 Polonia-Arabia Saudita
30/11 h20 Arabia Saudita-Messico






