Addio Lucescu, quanti campioni lanciati: fece esordire Pirlo a 16 anni appena compiuti
Una carriera incredibile, che lo ha visto vincere 38 trofei considerando anche i tornei minori. Solo Pep Guardiola e Sir Alex Ferguson hanno vinto di più e parliamo di eccellenze assolute. Ma Lucescu non è stato solo trofei vinti, ma giovani plasmati e lanciati nel grande calcio.
Sotto questo aspetto il suo lavoro più importante lo si è visto allo Shakhtar: in Ucraina arrivava un'infornata di brasiliani, che il rumeno plasmava a sua immagine e somiglianza, rendendoli veri calciatori, poi diventati campioni. Alcuni nomi: Willian, Douglas Costa, Fernandinho. Ma anche futuri campioni di altri paesi, come Henrikh Mkhitaryan.
In Italia, Lucescu ha fatto esordire nel nostro campionato un giovanissimo Diego Simeone, all'epoca 20 anni, che il presidente del Pisa, Romeo Anconetani, pescò dal Velez Sarsfield. Ma la gemma più bella che vede la luce è a Brescia, qualche anno dopo.
21 maggio 1995, il Brescia sta mestamente salutando la Serie A con un poco invidiabile record negativo di 12 punti. Lucescu viene prima esonerato e poi rientra in corsa (anche se ufficialmente l'allentore è Adelio Moro) ma le cose non cambiano. E allora meglio provare a valutare i giovani della Primavera per ricostruire.
Rimane folgorato da un ragazzino di 15 anni, un trequartista di nome Andrea Pirlo. Lo fa esordire sul campo della Reggiana, a 16 anni e due giorni. Gli cede il posto Marco Schenardi. Lo stesso Lucescu spiegherà al sito ufficiale della UEFA la scelta che lo porterà a lanciare il ragazzino: "Ricordo di essere andato a Viareggio per assistere a una partita e di aver fatto il viaggio di ritorno in automobile insieme a lui. Parlammo per due ore e capii che si trattava di una persona con un cervello di prim’ordine". Sarà la prima di 756 presenze complessive con i club. Più 116 con la nazionale maggiore e 37 con l'Under 21. Un campione assoluto come pochi altri se ne sono visti su un rettangolo di gioco.











