Albertini: "Non è il momento di dare colpe a qualcuno. Serve un'analisi non superficiale"
Nel corso di un intervento concesso a Sky Sport, Demetrio Albertini ha parlato dell'Italia di Sacchi e della crisi di risultati di quella attuale: "Perdiamo il Mondiale ai calci di rigore, partendo con l'intento dichiarato di vincerlo: insieme facemmo un lavoro straordinario, con l'opinione pubblica c'erano delle divisioni, Roberto Baggio ci ha dato una grandissima mano ed è stato un campione. A volte la narrazione non è la realtà".
Quella che ci porta alla terza esclusione di fila cosa ci dice?
"Bisogna guardare al sistema più ampio, inutile fermarsi al rigore o all'espulsione non data. Ce lo ripetiamo da troppi anni, di cose positive ce ne sono tante ma raccontiamo più spesso quelle negative. E' ancora presto per fare delle valutazioni e sulle decisioni da prendere, se vogliamo cercare la verità bisogna essere anche predisposti a cose che danno fastidio. Serve un'analisi non superficiale".
Partendo dalle parole di Gravina, è emerso il nome di Malagò. Può essere una soluzione?
"Per le mie esperienze federali di tanti anni, Malagò è un frontman di tutto il movimento. Non attribuirei colpe ad una sola persona, nel calcio è facile, ma serve un'analisi da parte di tutti per capire cosa vogliamo essere, al di là di Gravina e Malagò. Ci serve una rinascita, non serve una semplice 'risistemazione'. Ho ricevuto tanti messaggi dalla Spagna di grande dispiacere per quanto accaduto. Credo sia una problematica anche sociale: i bambini non potranno vivere il Mondiale da protagonisti, dobbiamo oggettivamente pensare a contribuire a questa rinascita".
Anche Demetrio Albertini potrebbe esserne protagonista?
"A fare cosa? Voglio essere poco superficiale e molto concreto: sono stato 20 anni in federazione, non è il momento di rispondere a una cosa del genere".











