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Arnautovic, tocca a te. L'Inter riscopre l'austriaco: per Inzaghi è la prova del nove

Arnautovic, tocca a te. L'Inter riscopre l'austriaco: per Inzaghi è la prova del noveTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
mercoledì 21 febbraio 2024, 07:00Serie A
di Ivan Cardia

Nove come le vittorie consecutive in questo 2024 da favola. Nove come il numero di maglia di Marcus Thuram, che tiene in grande apprensione tutta l'inter. Il successo sull'Atletico Madrid, il primo atto di una sfida da 180 minuti che Simone Inzaghi non s'illude certo d'aver già vinto, è stato sporcato dall'infortunio del centravanti francese. Si spera meno grave del previsto, anche perché immaginare i nerazzurri senza Tikus, per quello che è stato finora, è ai limiti dell'immaginabile. Il primo responso ufficiale è di una contrattura, il timore è che i tempi non siano brevissimi - la speranza è riaverlo pronto per il ritorno - ma serviranno e seguiranno aggiornamenti dopo più approfonditi esami.

Arnautovic, tocca a te. Quattro ne sbaglia, ma la quinta è ottima. La controfigura di Thuram, fin qui più che altro uno stunt-man, sembrava avvitato in una sorta di crisi esistenziale e realizzativa. Marko Arnautovic è entrato e ha azzeccato gli appoggi, ma si è tirato addosso le maledizioni di San Siro per quanto sbagliato sotto porta. Poi ha realizzato la rete che proprio non poteva fallire ed ecco la dura, a volte piacevole, legge del gol. Gli attaccanti sono così, basta un bacio di Eupalla e cambia un'intera narrazione. L'ex Bologna sarà un fattore, anche a prescindere dalla durata dello stop di Thuram, in un finale di stagione che la Milano nerazzurra pregusta dolce come il miele e sogna ai liiti del paradisiaco. L'anno scorso, di questi tempi, Inzaghi iniziava ad alternare in maniera scientifica Dzeko-Lautaro con Lukaku-Correa. Difficile immaginare qualcosa del genere, ma i due gol consecutivi potrebbero aver tolto il tappo alla stagione di Marko.

È la prova del nove. Non quella a cui sarà chiamato l'austriaco, che sulla maglia ha l'otto. Quanto sulla qualità e la profondità della rosa nerazzurra. In estate l'immaginavamo meno forte dell'anno scorso negli undici titolari e più ampia in larghezza. Sul primo aspetto ci si sbagliava e di grosso, sul secondo forse no. Contro l'Atletico la partita l'ha cambiata Inzaghi, che non ha vinto con uno scarto più ampio per puro caso, con le sostituzioni. Dumfries, Carlos Augusto, Frattesi: tanta roba, l'anno scorso questa varietà non c'era. Fin qui, si è vista solo a intermittenza. Molto in difesa, così così a centrocampo, zero in attacco. Può essere un fattore da qui alla fine. Aspettando il ritorno con l'Atletico: il 13 marzo è la data più importante della stagione.

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