Bonaventura-Juventus, non solo diritti in un contratto ma anche doveri. Da ambo le parti
“Sulla Juventus e Bonaventura preferisco stare in silenzio, voglio confrontarmi con il ragazzo per capire cosa vuole fare del suo futuro". Le parole di Enzo Raiola affrescano chiaramente qual è la situazione di Jack, trascinatore della prima parte di stagione viola e che ora sta avendo un momento di parabola discendente. "Non ho voglia di parlare della Fiorentina, lo farò quando ci sarà occasione e quando finirà questa storia, le cose non sono chiare, parliamo di persone permalose, non voglio parlarne, quando chiuderemo questa storia ne parleremo".
La Fiorentina ha la possibilità di rinnovare unilateralmente il contratto del centrocampista ma, come è giusto che sia, può aspettare l'ultimo giorno utile. I contratti si fanno in due e il club viola ha giustamente l'obiettivo di tutelare i propri interessi, cioè quelli di avere Bonaventura in rosa fino al termine della stagione e poi valutare cosa fare. Dall'altro lato è anche umano capire che lo stesso giocatore fosse lusingato dalla possibilità di giocare con la Juventus a 35 anni, con un anno e mezzo di contratto (invece che sei mesi) e la certezza di giocare la Champions League, cosa mai successa in carriera con Atalanta, Milan o la stessa Fiorentina.
Quindi certamente ci sono valutazioni economiche dietro, ma non sono solo quelle. I contratti si firmano in due ed è giusto che ci siano doveri, oltre che diritti. L'importante è poi non far passare come traditore chi ambisce a guadagnare di più, oppure chi vorrebbe giocare una competizione che finora ha solo gustato dal divano.






