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Claudio Nassi: "Ho conosciuto presidenti non facili... De Laurentiis e Spalletti"

Claudio Nassi: "Ho conosciuto presidenti non facili... De Laurentiis e Spalletti" TUTTOmercatoWEB
autore
Redazione TMW
mercoledì 14 giugno 2023, 07:01Serie A

Vince lo scudetto, diventa cittadino onorario e lascia Napoli. Luciano Spalletti ha incuriosito.
Perché? Vado per tentativi.
E' capitata la stessa cosa al sottoscritto alla Sampdoria.
Correva il 1982. La società era tornata in A, pronta ad essere protagonista nella massima serie. Le basi erano state gettate. Salsano, Pellegrini, Renica, Mancini e Vierchowod indicavano la strada. Sapevo che dovevo finire il lavoro. Nessuno credeva lasciassi Mantovani, ma avevo fuso. Acquistato Mancini il 30 giugno all'Hotel Roma a Piacenza, il Presidente sapeva dell'addio.
Non ci credeva.
Nessuno l'aveva lasciato.
Cercò di convincere mia moglie, disse di andare in vacanza e tornare quando mi pareva. Non ci fu niente da fare. Non c'era chi credeva lasciassi il calcio.
Tanto meno Viola, allora Presidente della Roma, che, quando mesi dopo, primo in Europa, con due soci, presi a fare il procuratore, disse:
"Nassi e Mantovani vogliono impadronirsi del calcio".

Anche Spalletti ha fuso.
Per altri motivi. Il sottoscritto perché aveva vinto il campionato senza un Presidente, dal momento che, preso da problemi personali, si trovava in Svizzera. E senza un presidente non si vince. Luciano, invece, per non aver più la forza di sopportare uno che, alle tante qualità, unisce un carattere dei più difficili.
Dopo due anni basta.
Il contratto diceva 2,8 milioni netti più bonus. Sarebbe stato raddoppiato, ma non interessava. Prima perché Spalletti non ha bisogno, poi non era questione di soldi.
Ma questi uomini non vogliono essere lasciati. Sono loro a decidere quando. E qui il mister si supera.
Sentirsi dire: "Non rimango per lei" non può essere accettato da chi crede di essere il braccio destro di Dio.
Se qualcuno muovesse critiche ad ADL sbaglierebbe. Prende il Napoli in C2 e lo porta allo scudetto e in Champions, per non parlare del Bari. Ma convivere con lui è un'impresa. Comunque dirlo a chiare lettere non è semplice. Luciano l'ha fatto. Chapeau.

Ho conosciuto presidenti non facili.
Li allenavo dal primo giorno spiegando il calcio e il suo mondo. Riuscivo sempre quando uno solo era alla guida del timone. Il primo compito di Giuntoli doveva essere quello. Invece il D.S. in otto anni non è stato messo in condizione di lavorare. Pare scendesse a Napoli due o tre volte alla settimana. Era ascoltato l'A.D. Chiavelli, come il capo scout Micheli e il suo braccio destro nella scelta dei calciatori. E Giuntoli? Dovrà rispettare il contratto che scade nel 2024, come vuole ADL, quando si parlava di un interesse della Juventus.

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