Come la contestazione sui social dei milanisti si trasformerà nella protesta a San Siro
La petizione dei tifosi del Milan va a gonfie vele: sono state ampiamente superate le 20mila firme per richiedere le dimissioni dell'amministratore delegato rossonero Giorgio Furlani. Non avrà, ovviamente, conseguenze legali; essendo il Milan un ente privato, infatti, una petizione non può bastare per far cambiare l'organigramma, ma è chiaro che la protesta sta avendo decibel importantissimi.
E si amplierà anche domenica allo stadio. In varie forme, ci sarà una forte manifestazione di dissenso nei confronti dell’operato di Furlani come amministratore delegato mentre la squadra, almeno nei 90 minuti, verrà sostenuta in nome dell'obiettivo Champions League, da raggiungere mediante due vittorie nelle prossime tre partite. La tifoseria, in questo periodo, è parecchio arrabbiata. E l'intervento del CFO Cocirio non ha di certo aiutato. Dire, infatti, che "i risultati economici devono essere accompagnati in un club come il Milan da quelli sportivi" non basta se poi si fa tutt'altro, se poi gli interessi personali valgono più di quelli del club, se l'unico obiettivo reale nella testa del management da raggiungere è quello dei conti in ordine e non di arricchire la bacheca dei trofei.
E la gente rossonera protesterà. Come sta facendo già da qualche giorno e come, forse, non è mai successo fino ad ora in maniera così compatta e indirizzata verso Cardinale e Furlani.











