Davide Ancelotti: "Sono cresciuto in Italia, vorrei allenare lì nella mia carriera"
Davide Ancelotti, vice allenatore del Brasile, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, parlando del suo futuro: "L'idea è tornare a fare il primo allenatore dopo il Mondiale come vice di mio papà con il Brasile, ora sono concentrato su quello. Vorrei iniziare, anche se già ho fatto 6 mesi al Botafogo, un'esperienza bellissima, ma difficile. Abbiamo raggiunto l'obiettivo, che era la qualificazione alla Copa Libertadores. Sono aperto a diversi paesi, ho girato tanto con mio padre e quindi non ho problemi a iniziare dall'estero".
La potremmo vedere anche in Italia?
"Sì, mi piacerebbe parlare in Italia ogni tanto. Erano anni che non facevo un'intervista in italiano, sono cresciuto nel mio Paese giocando e poi vedendo mio padre al Milan. Mi piacerebbe passare dall'Italia nella mia carriera".
Che ne pensa di ciò che sta succedendo con Vinicius?
"È abituato ad avere intorno a sé tutto questo rumore. Si parla molto di lui, un po' troppo di quello che succede intorno a lui, ma è completamente decisivo nelle partite che gioca, uno dei migliori al mondo, a noi ha fatto vincere due Champions".
Che stagione si aspetta da Arbeloa?
"Lo abbiamo avuto come giocatore, era giocatore del settore giovanile invece nella nostra seconda tappa, ma conosciamo anche Xabi Alonso. Sta facendo bene, sta cercando un equilibrio che ha trovato. Oggi mi aspetto un match come all'andata, i Blancos dovranno stare attenti a controllare il gioco, poi può succedere di tutto".
Che cos'è questo (indica un foglio, ndr)?
"Mi sono tenuto il foglietto dei rigoristi dei quarti di Champions contro il City. Poi sono stati cambiati, ma comunque è un bel ricordo. Non avevo messo Rudiger ultimo, ma qualcuno era stanco, altri non se la sentivano... È stata la migliore che abbiamo vinto".











