Dzeko a 40 anni: "Ho dolori ovunque la mattina. Non avrei mai immaginato di giocare ancora"
In cima ai pensieri di Edin Dzeko c'è anche il Mondiale. La Bosnia ed Erzegovina è uscita indenne dalla finale playoff contro l'Italia, dove l'ex Inter e Fiorentina ha servito l'assist per il pareggio di Haris Tabakovic, prima di trionfare in un'altra serie di rigori. "Abbiamo avuto un percorso difficile", ha ammesso ai microfoni di ESPN. "Ma durante la preparazione sentivamo questa energia positiva, e la squadra ha mostrato davvero lo spessore del proprio carattere e della propria personalità".
Al Mondiale sarà il capitano del suo Paese, con tanti giovani cresciuti nel suo mito (148 presenze e 73 gol con la Nazionale). Con Alajbegovic - grande sogno di mercato della Roma - ci sono 21 anni e sei mesi di differenza, per dire. "Quando sono accanto a loro, mi viene da pensare: 'Cavolo, fratello, ho 22 anni più di te", scherza Dzeko. "È pazzesco, ma significa anche che ho fatto buone cose in passato e che ho lavorato duramente".
Ma qual è il segreto di Dzeko a 40 anni? "La mattina ho dolori ovunque", confessa l'ex Manchester City. "Ti servono pochi minuti, quando ti alzi fa male, ma è solo il corpo che si aggiorna e ti aiuta a mantenerti in buona forma. Non avrei mai immaginato di giocare ancora a 40 anni. Ma cerco sempre di aiutare il mio corpo, le mie gambe, e negli ultimi 10 anni si è reso necessario lavorare un po' di più rispetto a quando ne avevo 20... Però amo allenarmi, perché alla fine devi essere sano e in forma per giocare a questo livello, e devi conservare l'amore per il calcio".
Una delle rinunce che Džeko ha dovuto fare sono i caffè post-allenamento con i compagni, sacrificati a favore di stretching e recupero. E ha fatto del senso della posizione e dell'astuzia le sue armi migliori: "Viene naturale, perché non sono lo stesso giocatore di 10 anni fa. Non posso correre come una volta. Ma forse una corsa in meno può aiutarti a segnare un gol in più. Se dovessi fare a correre con i giovani difensori sarebbe dura, ma non è mai stato il mio gioco. Il mio forte è la qualità e il gol, quindi cerco di sfruttare queste caratteristiche".






