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Tinti: "Zhang non è tornato solo per festeggiare lo Scudetto. Superlega autogol"

ESCLUSIVA TMW - Tinti: "Zhang non è tornato solo per festeggiare lo Scudetto. Superlega autogol"
lunedì 03 maggio 2021 14:53Serie A
di Andrea Losapio

"Tutti i giocatori vogliono rimanere all'Inter. D'altronde vincere non è così semplice". A parlare è Tullio Tinti, uno degli agenti più importanti del panorama italiano, nonché chi cura gli interessi di Alessandro Bastoni, Andrea Ranocchia e Matteo Darmian. "Credo che Zhang non sia tornato solamente per festeggiare lo Scudetto, ma per dare una nuova linea societaria. Per progettare il futuro. Nel calcio non è che puoi stare fermo, se ti adagi torni a fare le cose non bene.

Marotta e Conte resteranno?
“Entrambi dovranno parlare, come fanno tutti gli anni, con la proprietà per capire a cosa vanno incontro. L’Inter ha vinto lo Scudetto e si appresta a fare bene, credo migliorare sempre sia nella loro indole. Dopodiché non è detto che bisogna spendere tanto per migliorare o se spendi tanto migliori sicuro. Però ogni anno è giusto confrontarsi con la proprietà per capire il progetto futuro. Diciamo che i soldi aiutano. Non sono l’unica cosa. È importante avere il portafogli pieno, ma non si vince solo con quello".

Marotta ieri ha spiegato che mancano delle entrate importanti...
"Credo che questa mancanza di entrate sia sotto gli occhi di tutti, è inevitabile, però queste cose succedono anche negli altri club. Tutti quanti hanno questa problematica, non a caso è uscita la Superlega. È stato un autogol, ma il problema c’è. Così come esiste questo scontro con le istituzioni alle quali i club chiedono più liquidità. Le istituzioni trattengono troppi soldi quando il rischio imprenditoriale è quello delle società. Quindi probabilmente i club in questo senso hanno ragione. UEFA e FIFA si devono mettere la mano sul cuore e sul portafogli".

Troveranno un accordo?
"Al momento mi sembra che sia un po’ sbilanciato, il club hanno mille ragioni. Poi credo che il buonsenso e anche l’opera di mediazione siano importanti. Tutti vogliono mantenere i campionati nazionali, le Nazionali, creare una Champions League allargata e più soldi. L'importante è che ci sia un giusto compromesso e quindi i club possano aumentare le entrate. Se la situazione è questa e negli stadi non si può entrare... Speriamo nella prossima stagione, nella vita normale e vaccinando le persone. Se mancano questi soldi i club non possano andare avanti".

Quindi aprirebbe gli stadi?
"Credo che si possa fare: nei teatri possono entrare 500 persone su 1000, al chiuso, non vedo perché allo stadio non siano pieni al 25% come per gli europei. Con le dovute precauzioni, senza assembramenti... Magari garantendo l'ingresso in più ore: i club sarebbero stati in grado di garantire l'affluenza e ci sarebbe stata una perdita molto meno importante. Si fa fatica capire come mai siano ancora chiusi".

Cosa deve fare l'Inter per migliorare?
"Se mi offrissero un contratto da direttore sportivo con adeguato stipendio, lo direi. A parte gli scherzi, migliorare una squadra che vince lo Scudetto non è così semplice. Il mercato di oggi è complicato, senza soldi, nessuno li ha ma al contempo nessuno vuole cedere i giocatori bravi, a meno di offerte talmente importanti che non vedo all’orizzonte. Credo che bisognerà scavallare questo mercato, nel frattempo usare fantasie e conoscenze, magari pescando un giocatore che ha fatto poco bene e rivalutarlo. È molto più difficile perché mancano le risorse. Quando rientrerà la gente allo stadio, riportando risorse, bisognerà comunque invertire la rotta".

Come?
"Magari abbassando le cifre dei cartellini. Sono così alti e danno la possibilità di chiedere stipendi più alti: cinque anni fa un giocatore di alto livello costava 30 milioni e ne chiedeva 4, ora ne costa 150 e ne chiede 20. È una conseguenza. Può essere la strada giusta. Quando uno viene pagato moltissimo poi è giusto che guadagni. Può essere una prima soluzione nel post pandemia. Poi i club devono sedersi con le istituzioni e far sentire la propria voce. Il rischio imprenditoriale ricade sui club e i ricavi vanno alle istituzioni. È sbilanciato".

Vediamo la luce in fondo al tunnel?
"Sono fiducioso. Credo che il calcio tornerà a vivere, perché senza spettatori perde interesse. Non si può paragonare a una attiività normale, anche se c'è finanza e i club sono aziende private. C'è il sogno di milioni di persone che vivono lo sport".

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