Esorcizzare il Bologna per festeggiare il compleanno: l'Inter vuole chiudere un cerchio
Uno spettro si aggira per la Milano nerazzurra, la buona notizia è che l’Inter può esorcizzarlo nel giorno in cui festeggia i suoi 116 anni di storia. Ha le fattezze del Bologna, preoccupa ancora di più se si considera cosa stia facendo la squadra di Thiago Motta in questo campionato. Chiariamo i termini: preoccupa è forse eccessivo. Se però si volesse cercare una qualche ragione per la quale l'Inter possa ancora non vincere uno scudetto che sembra già assegnato, un 1% o anche meno di speranza da dare ai rivali e di paura che non manca mai, ecco che il tifoso interista la tingerebbe di rossoblù.
Esorcizzare il Bologna. E chiudere il cerchio con due anni fa. Lo scudetto l'Inter lo perse e il Milan lo vinse nel derby: a posteriori, a mente fredda, è evidente che lo spartiacque in favore di Stefano Pioli e Simone Inzaghi sia stato quello. Non il capitombolo che ha fatto seguito, e di cui però l'accidente emiliano, con annessa papera di Radu, ha rappresentato un capitolo non proprio secondario. Ecco, vincere al Dall'Ara metterebbe il punto esclamativo e i puntini sulle i, chiuderebbe il cerchio appunto. Per di più, in questa cavalcata trionfale ci sono stati pochi passaggi a vuoto. Uno è valso la Coppa Italia, e guarda caso è arrivato proprio contro i felsinei.
Ma mercoledì si fa sul serio. È il rovescio della medaglia: oggi Inzaghi manderà in campo una formazione che non potrà non avere testa e cuore, ma pure muscoli e ossa, pronti al massimo a rodarsi in vista di Madrid. È una gara troppo importante, è un traguardo troppo ambito per esagerare nella dispersione di energie domenicali. Lo sa benissimo anche l'allenatore nerazzurro, che però giustamente deve centellinare tutto: tenere in caldo chi sta bene, avvicinare a condizione chi rientra. E comunque, banalità del calcio e della vita, vincere aiuta a vincere. Qualcuno manderebbe in campo la Primavera, qualche altro i titolari perché il turnover è un'invenzione dei media. Alla fine Inzaghi, almeno è questa la sensazione, opterà per un turnover ridotto al minimo: Thuram sì, Acerbi pure, Calhanglu anche. Non riposa Mkhitaryan, lo faranno Dimarco e Pavard. Chissà quanto giocherà Lautaro: ha un record da inseguire. E pure lui un Bologna da esorcizzare. Oltre a un regalo di compleanno da fare.






