Totti: "Mi opposi all'acquisto di Pastore, nel 4-3-3 di Di Francesco non c'entrava nulla"
Dopo aver lasciato il calcio giocato, Francesco Totti non riuscì mai a trovare realmente il proprio spazio nella dirigenza della Roma. È quanto racconta l'ex capitano giallorosso nella nuova autobiografia Oltre, soffermandosi sulla sensazione di non avere un autentico potere decisionale: "Quando mi sono avvicinato di più all'area tecnica, di fatto non potevo decidere nulla. O, peggio, mi lasciavano decidere solo quando la mia scelta coincideva con quella dei più alti dirigenti della Roma". Una situazione che Totti esemplifica attraverso un episodio relativo all'arrivo di Javier Pastore dal Paris Saint-Germain.
Totti: "Pastore nel 4-3-3 di Di Francesco? Non c'entrava niente"
Durante una riunione di mercato, Totti manifestò apertamente le proprie perplessità: "Non ho nulla contro Pastore. Ma con il sistema di gioco di Di Francesco non c'entra niente. In questo momento dove lo metti nel 4-3-3? Con le gambe che si ritrova non può fare l'esterno, non ha abbastanza forza. Se serve l'uomo per l'ultimo passaggio, okay, ci siamo, ma si deve cambiare il sistema. Servono il 4-2-3-1 o il 4-3-1-2". Una presa di posizione che, secondo il racconto dell'ex numero 10, provocò la replica di Mauro Baldissoni: "Vedi sempre problemi, Francesco, sei sempre contro".
Totti: "Contro la Roma? Non sapevo se ridere o piangere"
Quelle parole ferirono profondamente Totti: "Contro la Roma? Io? Non sapevo se ridere o piangere". Anche Eusebio Di Francesco, secondo quanto raccontato dall'ex capitano, gli avrebbe confidato di non aver richiesto Pastore. Totti tornò quindi a confrontarsi con la dirigenza: "Dite la verità. Non buttate il nostro allenatore in mezzo al circo, se lo magnano qui a Roma". Il giudizio finale sulla sua esperienza societaria è particolarmente duro: "Non mi piacevano i loro comportamenti, durante le riunioni parlavano male di tutti, chissà cosa dicevano di me quando non c'ero. Non era un gruppo dirigenziale affiatato".






