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FOCUS TMW - Come è cambiata la Champions dal 1992 a oggi. La UEFA evolve per evitare Superlega

FOCUS TMW - Come è cambiata la Champions dal 1992 a oggi. La UEFA evolve per evitare Superlega
© foto di Uefa/Image Sport
Andrea Losapio
autore
Andrea Losapio
giovedì 10 febbraio 2022, 13:45Serie A

La Uefa Champions League cambierà format dal 2024. Un nuovo modo di concepire la competizione voluta probabilmente per spazzare via le idee di Real Madrid, Barcellona e Juventus che, nella scorsa Primavera, hanno cercato di dare vita alla SuperLega, ipotesi poi naufragata - o solo rimandata? - a causa dell'addio delle inglesi e di altri club come Inter e Milan

Com'è cambiata il format della Champions League nel corso degli anni?

CHAMPIONS 1992-1993 - Il primo gironcino che dà accesso alle finali
È un periodo di grande fermento nella parte dell'Est Europa. Perché i venti di guerra nei Balcani portano alla dissolvenza della Jugoslavia - da ricordare un calcio di Boban a un poliziotto in un derby al Maksimir fra Dinamo Zagabria e Stella Rossa Belgrado che di fatto dà inizio al conflitto - a cui va aggiunta la caduta dell'URSS, con nuove nazioni indipendenti, oltre alla nascita della Russia.

Ci sono quindi trentasei partecipanti per trentasei nazioni, tutte quante vincitrici del rispettivo campionato nazionale. C'è un preliminare iniziale che porta le squadre da 36 a 32, poi un primo e un secondo turno, sempre a eliminazione diretta. C'è un gironcino da otto squadre appena prima della finale - un po' come successo ai Mondiali anni prima - e alla fine hanno la meglio Olympique Marsiglia e Milan. La finale è quella segnata dal gol di Boli, è vero, ma anche dalle polemiche successive per l'affaire VA-OM, con il presidente Tapie che finisce nell'occhio del ciclone per la sfida con il Valenciennes. L'OM è campione ma viene sostituito dal Milan per successiva edizione, Supercoppa Europea e continentale.

CHAMPIONS 1993-94 - Semifinale in gara secca
Aumentano le partecipanti, 42, con 42 nazioni rappresentate. C'è quindi un turno preliminare con 20 squadre impegnate e solamente dieci che passano ai sedicesimi di finale, poi ci sono gli ottavi. Dopo questi due turni a eliminazione diretta ci sono due gironi formati dalle migliori otto, un po' come successo l'anno prima, ma poi viene aggiunta una partita: la semifinale in gara secca in casa della prima classificata. Da una parte arrivano Milan e Porto, dall'altra Barcellona e Monaco. Rossoneri e blaugrana hanno la meglio e arrivano allo Spyros Louis di Atene a giocarsi la Coppa, con il Milan che vince per 4-0.

CHAMPIONS 1994-95 - Eliminate alcune nazioni
Da qui in poi la Champions incomincia a essere più elitaria. Solamente 24 partecipanti - e non i 42 dell'anno prima - che rappresentano 24 nazioni. Vengono inserite solamente le migliori eleggibili in base al ranking, le altre scivolano automaticamente in Coppa UEFA senza sognare di arrivare alla finale. C'è un turno preliminare per arrivare a sedici squadre, poi ci sono quattro gironi da quattro, che generano le migliori otto. In questa stagione vince l'Ajax, 1-0 con gol di Kluivert, sul solito Milan. È un chiaro passo verso l'oligarchia delle nazioni più importanti, sebbene possano ancora portare solamente una squadra per nazione.

CHAMPIONS 1997-98 - Entrano le seconde classificate
Cinquantacinque nazioni, ma solo ventiquattro partecipanti. Dal 1961 solamente i campioni nazionali potevano entrare nella Coppa dei Campioni, ma con la Champions League qualcosa cambia irrimediabilmente. Viene abrogata la clausola della partecipazione dei soli campioni, perché le seconde classificate dei migliori otto campionati entrano in gioco, sempre in base al Ranking UEFA. La Turchia viene a saperlo solo all'ultimo, mentre il Parma vince il playoff contro il Widzew Lodz e riesce a raggiungere la fase a gironi. Ventiquattro club, sei gironi: solo la prima in classifica passa il turno, poi le migliori due seconde. I ducali arrivano dietro al Borussia Dortmund e salutano la competizione, la Juve è seconda ma con 12 punti (dietro lo United) e passa il turno, arrivando fino alla finale persa contro il Real Madrid.

CHAMPIONS LEAGUE 1999-00 - Il grosso guaio della Superlega
Nel luglio del 1998, con gli Champs Elysees ancora festanti per la vittoria del Mondiale casalingo della Francia con Zinedine Zidane prossimo al Pallone d'Oro, va in scena un incontro fra i rappresentanti dei principali club europei. È una riunione carbonara (ma neanche tanto) perché i grandi campionati d'Europa vorrebbero una presenza più massiccia dei propri club. Ci sono Milan, Inter, Juventus, Real Madrid, Barcellona, Ajax, Bayern Monaco, Borussia Dortmund, mentre i delegati di United, Arsenal e Liverpool non ne presero parte, PSG e Marsiglia non furono invitati. L'idea era quella di creare una lega autonoma scorporata dalla UEFA perché c'era troppo occhio di riguardo verso le piccole nazioni che per i grandi club. Il principale promotore dell'iniziativa fu Silvio Berlusconi. Dove lo abbiamo già letto? L'assegnazione sarebbe andata a Media Partners, con il sostegno di JP Morgan.
Il presidente del Milan vedeva il suo club al decimo posto e chiedeva una wild card per la Champions, la Superlega avrebbe avuto stadi sempre pieni e sponsor sempre interessati. Alla fine, anche a causa delle minacce di non potere giocare europei e mondiali, non se ne fece nulla. 1998 o 2021, cosa cambia?
La UEFA però diede il benestare, dal 1999-2000, alle prime tre nazioni del ranking di iscrivere quattro squadre, due subito e due che avrebbero fatto i preliminari. Dal terzo al sesto ne iscrivevano tre, con due subito ai gironi.
Ci sono quindi 32 partecipanti, con 71 club alle qualificazioni, 47 nazioni in gioco. E c'è una doppia fase a gironi, uno iniziale in autunno e l'altro aggiuntivo in inverno. Per vincere servono dalle 17 alle 23 gare (partendo dai preliminari).

CHAMPIONS 2003-04 A OGGI - Format immutato
Viene eliminato un girone, quello invernale, rimane solo quello autunnale. Trentadue partecipanti, tre turni di qualificazione diretta, sedici squadre vanno direttamente ai gironi mentre le squadre sconfitte ai turni preliminari finiscono in UEFA. Di fatto è la formula attuale, ma qualche volta cambiano i numeri e le partecipanti. Nel 2009 le squadre ammesse di partenza sono 22: Campioni d'Europa, le prime tre migliori dei tre campionati, le prime due delle nazioni fra quarto e sesto posto, campioni tra il settimo e il dodicesimo. I dieci posti residui sono per quattro turni preliminari e cinque posti sono riservati ai campionati nazionali minori. A dicembre 2016, per il triennio 2018-2021 i vincitori del'Europa League si qualificano alla fase a gironi, mentre i primi quattro paesi del ranking portano quattro squadre. Solo sei squadre su trentadue si qualificano tramite playoff rispetto alle dieci della passata edizione.

CHAMPIONS 2024 - Trentasei squadre e più partite
Dal 2024 ci saranno quattro partite per ogni squadra che arriva alla fase a gironi: più scontri diretti tra club prestigiosi e una sorta di mini campionato. La qualificazione rimarrà aperta e dipenderà dal piazzamento finale del campionato precedente. I quattro posti in più avranno questi criteri: un posto al terzo classificato del quinto posto al ranking UEFA, un posto alla vincitrice di un campionato nazionale, i club con i coefficienti più alti che non si sono qualificati alla Champions, ma qualificati al preliminare o all'Europa League.
Chi va agli ottavi di finale? Le prime otto andranno direttamente agli ottavi, quelle dal nono al ventiquattresimo posto andranno agli spareggi, andata e ritorno: dal nono al sedicesimo saranno teste di sorteggio, dal diciassettesimo al ventiquattresimo il ritorno in casa. Chi arriverà dal venticinquesimo posto in poi saranno eliminate, senza andare in un'altra competizione. Anche Europa League e Conference faranno lo stesso percorso.

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