Bologna in fondo. Soprattutto per i troppi addii importanti da Saelemaekers in poi
Il Bologna di Domenico Tedesco ha iniziato la sua Serie A conquistando un solo pareggio nelle prime quattro giornate di Serie A. Allo stadio Maradona di Napoli i rossoblù hanno incassato il terzo 1-0 in quattro partite, l'ennesima sconfitta di corto muso per una squadra che ha confermato una volta di più di avere grossi problemi in zona gol. Che ieri pure contro una squadra tutt'altro che irresistibile e vulnerabile di fatto non s'è mai resta pericolosa dalle parti di Milinkovic-Savic dopo il gol di Theate in apertura annullato per posizione di fuorigioco.
Ma cosa è andato storto nell'estate del Bologna? Nel pre-gara il direttore sportivo Marco Di Vaio interrogato sulle difficoltà della squadra in questo avvio di stagione e sulla costruzione estiva della rosa s'è espresso così: "Sicuramente cambiare sempre è complicato ma non siamo gli unici a farlo. La cosa difficile è trovare la nuova identità: la squadra deve ragionare tutti insieme, ci vuole pazienza, sono arrivati giocatori importanti con una storia alle spalle. Theate è un giocatore della sua nazionale, Mbangula giovanissimo era titolare nella Juventus... "L'unica novità è stata la vendita di Rowe che non era preventivata. Il resto è stato condiviso dall'inizio con l'allenatore. Vendere Rowe ci ha messo in difficoltà, non volevamo farla e non era progettata. Ma gli atteggiamenti e i comportamenti sono troppo importanti per noi, il giocatore voleva andare via. Abbiamo fatto una vendita importante, lo abbiamo sostituito con un prospetto importante".
L'impressione però è che il Bologna al netto dell'ultima imprevista cessione stia patendo le troppe partenze importanti degli ultimi tre anni. Che la sistematica decisione di vendere i giocatori dal valore più alto sia anche uno dei motivi (se non il motivo più importante...) che in estate ha portato al passo indietro di Vincenzo Italiano. Ma di chi stiamo parlando?
Gli addii dopo la qualificazione in Champions
Partiamo dall'estate 2024, quella successiva alla storica qualificazione in Champions League. Il Bologna saluta Thiago Motta che va alla Juventus e punta su Italiano che pronti via si ritrova senza Alexis Saelemaekers, uno dei segreti della precedente stagione. Il Milan riporta il belga alla casa madre e la società emiliana non fa nulla per trattenerlo. Ancor più importanti però altre due cessioni: saluta Riccardo Calafiori che finisce all'Arsenal, dice addio anche Joshua Zirkzee che dopo una lunga trattativa con la Juventus va anche lui in Premier League, al Manchester United.
E poi gli altri
Nell'estate successiva, dopo la vittoria della Coppa Italia, il Bologna s'è poi reso protagonista di altre due cessioni importanti: Dan Ndoye è passato al Nottingham Forest, mentre Sam Beukema s'è trasferito al Napoli. Altri due pilastri andati via a cui, questa estate, hanno fatto seguito altre tre partenze di livello: John Lucumì alla Juventus, Santiago Castro alla Roma e, infine, Jonathan Rowe all'Atalanta. Con quest'ultimo che magari non era addio messo in preventivo, ma che rappresenta solo uno dei diversi giocatori importanti che hanno salutato il Bologna dopo la storica qualificazione in Champions League. Tanti, risultati alla mano probabilmente troppi.






