Frosinone in Serie A: il capolavoro di Alvini tra la regia di Calò e la "linea verde"
Sono tanti i volti di questo Frosinone che celebra la terza promozione in Serie A della sua storia. In prima fila spiccano le figure del presidente Maurizio Stirpe e di Massimiliano Alvini, guida tecnica di un collettivo capace di sorprendere tutti fin dagli albori del torneo cadetto.
Dietro il successo societario, però, c’è il rendimento dei protagonisti in campo. Su tutti Giacomo Calò, consacratosi come uno dei migliori interpreti del ruolo nell'intera Serie B: leader della classifica assist, il regista ha centrato la promozione nella massima serie alla soglia dei 30 anni. Accanto a lui, l'esplosività di Fares Ghedjemis e Giorgi Kvernadze, esterni offensivi capaci di produrre 20 gol stagionali (complessivi) e già finiti nel mirino degli operatori di mercato della massima serie.
La forza del progetto giallazzurro risiede però nella valorizzazione degli asset di proprietà. Il club ha messo in vetrina talenti come il centrocampista classe 2005 Matteo Cichella, il portiere Lorenzo Palmisani (2004), il difensore Gabriele Bracaglia (2003) e la certezza Ilario Monterisi (2001). A questi si è aggiunto il contributo fondamentale dei giovani arrivati in prestito dai grandi club: il tandem scuola Genoa composto da Gabriele Calvani e Seydou Fini, il centravanti di scuola Bologna Antonio Raimondo e il centrale della Dea Giorgio Cittadini.
Una cooperativa del gol e del talento, accomunata da una carta d'identità giovanissima: una rosa interamente sotto i 30 anni che proietta il Frosinone verso il futuro con basi tecniche ed economiche solidissime.











