Hellas, contro l'Inter un'altra dose di stimoli extra. Al Meazza con un Barak in più
Il solco tracciato dallo scorso quattordici settembre, quando Igor Tudor succedette allo sfiduciato Di Francesco, ha sempre seguito una traiettoria lineare: si ragiona di partita in partita, forti della dogmatica consapevolezza che il risultato è sempre conseguenza della bontà del lavoro settimanale e delle prestazioni in campo. Cambia l'orizzonte, perché la salvezza non è più un obiettivo da un pezzo, ma non la sostanza. Nemmeno ora che a Peschiera pare possano spirare timidi venti d'Europa.
A ribadirlo, per l'ennesima volta, è stato lo stesso Tudor nel dopo-gara di lunedì col Genoa: "Pensieri di classifica non li abbiamo mai fatti, perché non ti portano nulla". Il triplice fischio azzera tutto, e in men che non si dica si è di nuovo pronti a ripartire daccapo. Anche perché la prossima sfida regala stimoli extra, un po' come quelli evocati dallo stesso Igor dopo aver inflitto a Blessin la sua prima sconfitta italiana: i gialloblù faranno visita all'Inter campione in carica, in quel Meazza dove sfiorarono il colpaccio cinque mesi fa contro il Milan.
Il tema della divergenza di stimoli è già stato depennato dal taccuino delle insidie. L'Hellas sta riuscendo a fare esattamente quel che gli si chiedeva una volta agganciata quota quaranta punti: continuare a divertirsi e divertire. La leggerezza di quest'ultima tranche sta rendendo ancor più disinvolta una squadra che, rispetto a lunedì, potrà contare su un Barak in più. Il ceco, vittima di un'influenza intestinale nei giorni scorsi, tornerà a disposizione di Tudor e sarà della partita, plausibilmente dall'inizio. Per provare ad aggiungere anche i nerazzurri alla lista delle vittime illustri.






