Como si dice Champions? Fabregas scrive un pezzo di storia e il futuro è deciso
È stata una stagione da scolpire nei libri di storia del Como. Tra un mercato estivo che ha dato man forte, un allineamento totale con dirigenza (Ludi) e presidenza (Suwarso), alla fine Cesc Fabregas ha lavorato nel suo laboratorio e dato vita ad un esperimento eccezionale... riuscito. I biancoblù infatti hanno staccato il pass per la prossima Champions League, traguardo impensabile ed un orgoglio per tutti. Dalla società alla piazza, così come tutta la città sulle rive del Lago.
Boom Como
La festa dei tifosi scatenati tra le arterie principali della città di Como, tra piazza Cavour e Piazza Alessandro Volta, con il Lungo Lario Trento sommerso di macchine con colori biancoblù da ogni parte. Maglie, sciarpe, poi cori più disparati e limbo sotto bandiere enormi, in attesa della venuta degli eroi dello "Zini". E senza sapere se effettivamente sarebbero arrivati gli enfant terribles di Fabregas la festa è continuata oltre la mezzanotte inoltrata, tra fumogeni, urla e canti a squarciagola. Perché il club lariano oggi è un vanto per tutta la piazza biancoblù.
Se queda
A stagione conclusa e pass in Champions acquisito, il futuro di Cesc Fabregas è legato al Como. Il tecnico spagnolo in tre anni da allenatore ha saputo trascinare la squadra fino al 4° posto in Serie A prima e nell'Europa che conta, in totale sintonia con i vertici del club. E ora chi lo sposta da lì? A bocce ferme, nei prossimi giorni - prima di partire in vacanza probabilmente - si programmeranno i prossimi passi da compiere. Lo stadio Sinigaglia è già in via di ristrutturazione, per completare i lavori richiesti dalla UEFA per disputare la Champions sulle rive del Lago. La rosa, d'altro canto, dovrà essere allargata e l'asticella del tasso tecnico alzata, per riuscire a reggere i massimi livelli del calcio europeo. Tutto, però, mano nella mano con Fabregas, principale artefice di questo percorso vincente.











