Il Verona vuole essere di nuovo fatal per il Milan. Inseguendo un obiettivo e una chimera
Dopo aver vidimato la salvezza con largo anticipo per il terzo anno consecutivo, il Verona è ad un passo da un altro traguardo, più simbolico che "pratico", ma non per questo meno rilevante. L'attuale bottino in classifica è di 52 punti, appena due in meno del record dei veneti in Serie A, stabilito nel 2013/14 con Mandorlini. La squadra di Tudor ha tre cartucce a disposizione per provare a batterlo: la prima verrà sparata domenica sera, contro il bersaglio più remoto, il Milan capolista e ormai ad un passo dallo Scudetto. Riuscire a colpirlo, al di là dell'effetto déja-vu correlato alla fatal Verona, sarebbe la perfetta ciliegina di una stagione in crescendo sotto tutti i profili: dei risultati, dell'identità di squadra e della proposta di gioco.
Il colpaccio contro una grande al Bentegodi manca da un po': dal trentuno ottobre scorso, per l'esattezza, quando i gialloblù si imposero sulla Juve grazie a una doppietta del Cholito Simeone. Nelle uniche due sfide casalinghe contro le sette sorelle della Serie A di questo 2022 - Atalanta e Napoli - sono arrivate due sconfitte, che hanno controbilanciato un ruolino che in precedenza aveva annoverato successi di pregio contro Roma, Lazio e appunto i bianconeri. C'è dunque voglia di tornare a respirare quell'elettricità che pervade da tradizione il Bentegodi dopo ogni smacco ad una nobile del campionato. Anche perché lo stadio sarà gremito, seppur con una foltissima rappresentanza di tifosi rossoneri anche nei settori "misti".
Accanto a queste motivazioni, una chimera che forse chimera non è più: l'Europa. Che resta improbabilissima, perché quattro punti da rimontare con sole tre giornate a disposizione (e perdipiù a due squadre) sono probabilmente troppi. Non può essere un'aspirazione, dunque, ma un sogno dolcissimo da cullare fino a quando l'aritmetica lo consentirà sì. A partire dalla missione (quasi) impossibile contro il Milan.






