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Bergomi ricorda Bagnoli: "Avanti anni luci. Ogni tanto gli scappava qualche parola in dialetto"

Bergomi ricorda Bagnoli: "Avanti anni luci. Ogni tanto gli scappava qualche parola in dialetto" TUTTOmercatoWEB
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Niccolò Righi
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Niccolò Righi
ieri alle 23:15Serie A

Intervenuto a Sky Sport, anche Giuseppe Bergomi ha ricordato Osvaldo Bagnoli, con cui ha lavorato ai tempi dell'Inter e scomparso oggi all'età di 91 anni: "Un grande uomo e un grande mister. Sotto l'aspetto umano era molto coinvolgente anche coi suoi modi, a volte gli scappava qualche parola in dialetto ma aveva un'umanità incredibile e sapeva tenere il gruppo; era davvero una bella persona. Come mister era anni luce avanti; già quando arrivò all'Inter lavorava sulla difesa a tre, la zona pura e sugli esterni molto alti, sarebbe perfetto anche nel calcio di oggi col suo modo di cercare la perfezione. Si lagnava che non riusciva a far giocare bene l'Inter, però quella squadra alla fine arrivò seconda".

C'è qualche allenatore che gli somiglia?
"Direi tutti quelli che giocano con la difesa a tre. Se penso a come giocavano bene le sue squadre, parlo del Verona o del Genoa che batté il Liverpool ad Anfield, ma anche da noi, devo dire che assomigliavano a questa Inter: aveva una difesa forte, un centrocampo di qualità e gli esterni che voleva all'altezza degli attaccanti. Una volta chiese a Paolo Tramezzani di stare più alto, io nella mia ingenuità dicevo: 'No, deve stare vicino a noi per aiutarci'".

Qual è il ricordo che ha di lui?
"Soprattutto all'inizio, lui era sempre lì a parlare col gruppo per trovare una soluzione. Bagnoli aveva le idee chiare, sapeva comunicare a modo suo. Poi racconto un aneddoto: con Corrado Orrico non raggiungemmo le Coppe e io avevo avuto delle richieste, ma lui mi disse di rimanere perché ero il più forte. E l'anno dopo feci una grande stagione. Sarà sempre nel mio cuore per quello che mi ha dato e per la fiducia che ha avuto in me".

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